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«Auto e motorini vanno troppo forte» E il centro promuove la nuova “Zona 30”

Leondina Marulli
«Auto e motorini vanno troppo forte» E il centro promuove la nuova “Zona 30”

Commercianti e residenti applaudono alla riduzione dei limiti di velocità ma sono divisi sull’introduzione dei dossi artificiali

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«Sono d’accordo sulla decisione di abbassare il limite di velocità e ancor di più sul posizionamento dei dissuasori, anche se possono essere pericolosi per le biciclette. Andrebbe anche sistematica la segnaletica perché mi è capitato di vedere addirittura auto che prendono contromano la strada da via Buozzi a via Fratelli Rosselli. L’importante è che non la chiudano al traffico».

Non ha dubbi Valeria Virgili, titolare di Saglimbeni abbigliamento, in merito all’istituzione della cosiddetta “Zona 30”, la neonata area residenziale nel tratto compreso tra Piazza Gramsci, via Garibaldi, via Diaz, via Cavour, lato nord di piazza Guerrazzi, nel tratto compreso tra via Cavour e via Buozzi, viale Italia nel tratto compreso da piazza della Libertà e via Buozzi e piazza Carducci, nel tratto compreso tra l’incrocio da via Mazzini a viale Marconi.

Una zona dove entrerà in vigore il limite massimo di velocità di 30 chilometri e dove verranno posizionati i dossi artificiali per ridurre favorire la sicurezza dei pedoni in un’area a due passi dalla zona pedonale.

«Un proseguimento di quest’ultima», l’ha definita il vicesindaco Giuseppe Costantino, promossa dai commercianti e residenti cecinesi. «Sono d’accordo con questa iniziativa però quelli a cui bisogna stare più attenti in questa zona sono i motorini – sottolinea Miria Baldini, residente del centro – che spesso vanno molto veloce». Gli fa eco Giuseppe Fortezza, residente del centro, secondo il quale «i motorini qui passano come frecce e andrebbero controllati meglio. Purtroppo le forze dell’ordine hanno sempre meno risorse su cui poter contare, e i controlli vengono meno».

A puntare il dito contro i dissuasori, invece, Sandro Startari, titolare del negozio di abbigliamento “Tweed”, perché «non mi piacciono troppo e poi potrebbero creare problemi alle tante ambulanze che percorrono questo tratto di viale Marconi. È anche vero che qui vanno veloci, tanto che la settimana scorsa c’è stato un incidente: una donna è finita con l’auto sul marciapiede prendendo in pieno il furgone del forno qui accanto».

A puntare il dito contro i motorini interviene Antonio Proto, uno dei titolari dell’Ottica Proto: «Forse per incoscienza, o per tutto lo spazio che qui hanno a disposizione. Per il resto, in questo tratto finale di viale Marconi le strisce pedonali portano comunque le auto a rallentare mentre il problema è dal lato opposto, dove l’uscita dalla superstrada fa in modo che gli automobilisti non si rendono conto della velocità a cui viaggiano».

A spostare l’attenzione su altre strade cittadine ci pensa Michelangelo Mesisca, residente nel centro: «Strade come via Susa, via IX Novembre e, anche se meno, via Amendola, sono tutte strade molto pericolose, sia per il numero elevato di auto che ci transitano che per la velocità a cui lo fanno. Andrebbero sistemati anche in quelle strade dei dissuasori. Proprio in via Susa una mia cliente è stata investita. Certo, questa è una buona iniziativa, perché è importante pensare alla sicurezza dei pedoni». —

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