Il Tirreno

Il sindaco di Cecina contro la scorta a Napolitano: «Sottrae agenti al territorio»

Maria Meini
Il sindaco di Cecina contro la scorta a Napolitano: «Sottrae agenti al territorio»

Lippi (Pd) scrive al ministro dell’Interno Salvini perplesso per i 12 uomini a tutela del presidente emirito in vacanza a Cecina mare

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CECINA. Il sindaco di Cecina si unisce alla protesta del sindacato autonomo di polizia sulla maxi scorta assegnata al presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. In vacanza alla Caserma Villa Ginori di Cecina Mare insieme alla moglie, Napolitano ha 4 agenti distaccati dalla questura di Livorno, che si uniscono allo staff già assegnatogli dal Quirinale a garanzia dei requisiti di sicurezza. Lippi scrive a Matteo Salvini, in qualità di ministro dell’interno - dal Viminale dipende l’assegnazione delle scorte - , e al prefetto di Livorno.

«Siamo onorati e orgogliosi che il presidente emerito e la moglie abbiano scelto il nostro territorio per le vacanze - dice Lippi - ma allo stesso tempo non posso che sollevare una questione che riguarda da vicino tutti coloro che soggiornano qui e chi vi risiede. Per la scorta del Presidente Emerito difatti ogni giorno 12 agenti delle forze dell’ordine vengono distaccati per seguirne i movimenti e garantirne la sicurezza al di fuori ma anche all’interno di una caserma militare interforze. Dodici, e spero in una vostra smentita, tra agenti di polizia e militari dell’Arma che vengono tolti alle attività di controllo e contrasto all’illegalità su un territorio che vede in questo periodo moltiplicare in modo esponenziale le presenze e quindi anche le esigenze in materia di sicurezza. Un territorio che in estate più che mai soffre la mancanza di mezzi e personale negli organici delle forze dell’ordine. Non è mia intenzione mettere in dubbio l’importanza di un istituto come quello della scorta, che lo Stato deve garantire senza risparmiarsi a tutti coloro la cui sicurezza è a rischio. La questione che intendo sollevare riguarda l’opportunità di utilizzare uomini e mezzi che solitamente sono destinati al controllo del territorio: perché non destinare a questo scopo militari dell’esercito, come ad esempio avviene nell’operazione Strade Sicure?»

Lippi si rivolge direttamente a Salvini. «Lei ha sempre messo, quantomeno a parole e proclami, la sicurezza al primo posto - scrive il sindaco dem - . Dubito che non riconosca l’importanza dei numeri di uomini messi a presidio del territorio quando si tratta di combattere la criminalità, prevenire i furti e garantire la sicurezza, cosa ben più importante tra l’altro della lotta a chi fa massaggi e tatuaggi in spiaggia». Si rivolge quindi al prefetto, «per chiedere che si convochi con urgenza il Comitato per l’ordine e la sicurezza qui, a Cecina, con l’obiettivo di discutere di quanto sta accadendo, al fine di evitare strumentalizzazioni politiche. Questa vicenda della scorta sta diventando un problema politico. Da una parte si coglie al volo l’opportunità per denigrare ancora il servizio protezione in quanto costoso ed inutile, che io voglio ribadire ritengo invece vada con fermezza difeso. Ma non posso che registrare una incongruenza, talmente grossolana da sembrare quasi frutto di tattica politica proprio allo scopo di destituire lo stesso servizio di protezione dal momento che sia le accuse che le scelte di gestione delle scorte provengono dallo stesso partito. E alla luce di questo trovo ancora più urgente un incontro per porre rimedio all’insegna del buon senso e della giustizia».

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