Sicurezza
Tutto pronto per la schiusa delle tartarughe: è solo questione di giorni
Gli esemplari di Caretta caretta hanno scelto il litorale cecinese per deporre le uova. Ecco come riconoscere un nido sulla spiaggia, cosa fare in caso di avvistamento
CECINA Le uova di Caretta caretta, tesoro sepolto sulla spiaggia dello stabilimento Aurora, si schiuderanno entro poche settimane. . Forse addirittura giorni, secondo gli esperti. Il momento esatto dipenderà da una serie di fattori, il più importante dei quali è l'inversione termica; ovvero quando il terreno inizierà a raffreddarsi quel tanto che basta per attivare, nell'ancestrale memoria genetica dei piccoli ancora non nati, l'istinto di salire in superficie e cercare il mare.
Per questo il Comune, la Direzione marittima di Livorno, la Regione, l'Arpat, l'università di Siena e la sezione pisana dell'Izslt (Istituto zooprofilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana), hanno organizzato un incontro formativo e informativo con la cittadinanza, che ha riempito martedì i locali della biblioteca comunale di via Corsini. Ma non solo.
I volantini realizzati con l'Osservatorio toscano per la biodiversità vengono distribuiti da giorni ad addetti alla pulizia delle spiagge, bagnini, campeggiatori, diportisti e turisti. Il motivo, spiega la Direzione nautica di Livorno, è l'incremento degli avvistamenti di nidi (o tentativi di nidificazione) della Caretta caretta sulla nostra costa, spinta a nord dal suo habitat naturale a causa dei cambiamenti climatici; ed elenca le buone pratiche alle quali attenersi.
La regola d'oro è tenere gli occhi aperti per identificare le tracce lasciate dall'animale, che durante la notte risale sulla spiaggia per circa 20-30 metri perpendicolarmente alla linea di costa. Le impronte possono ricordare quelle di un piccolo cingolato, e formano una "U" rovesciata al culmine della quale si può trovare una montagnola di sabbia accanto a una piccola buca.
Una volta individuate, bisogna chiamare al numero 1530 la Guardia costiera, che provvederà ad effettuare un sopralluogo e a contattare l'Osservatorio. Nell'attesa è bene individuare il perimetro dello scavo, delimitandolo in via provvisoria ma senza infilare bastoni o altro nella sabbia (per non danneggiare le uova) anche per impedire il passaggio di mezzi usati per la pulizia della spiaggia. È opportuno dunque avvisare il proprietario o concessionario dell’area, e spostare eventuali lettini e ombrelloni ma vietatissimo interferire con il nido.
Se invece si assiste deposizione o alla schiusa, che può avvenire in più fasi anche a distanza di giorni, è obbligatorio limitare il più possibile l’inquinamento acustico e quello luminoso, non si devono cioè in nessun caso illuminare direttamente gli animali con luci artificiali (infastidiscono la mamma e potrebbero disorientare le tartarughine), a meno che non siano opportunamente modificate con un filtro rosso, che – suggerisce la Direzione marittima – è possibile fabbricarsi in casa con materiale da cartoleria.
Sui bagni Aurora sono state predisposte le condizioni ideali per la schiusa, con un presidio di volontari impegnati ad osservare il terreno per cogliere le prime avvisaglie di cedimento dello strato di sabbia, segnale che i piccoli stanno emergendo. Per chi volesse assistere all’evento sono valide le regole di cui sopra.
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