Sicurezza
L’auto della famiglia va a fuoco: salvi i genitori e figli - Video
Rosignano: incendio sull’A12, intervenuti polizia stradale e pompieri. All’arrivo dei soccorritori si erano tutti messi al sicuro
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ROSIGNANO. Ancora fiamme sulle strade del litorale livornese, dopo l’incendio del camion che martedì trasportava legname sulla Fi-Pi-Li. Mercoledì pomeriggio, il 24 luglio, padre, madre e due figli piccoli, un maschio e una femmina, stavano percorrendo l’autostrada A 12 in direzione sud a bordo della loro Renault Scenic di colore bianco. Quando, circa un chilometro e mezzo dopo l'uscita del casello di Rosignano, intorno alle 18 l’auto ha iniziato a manifestare evidenti problemi.
Il guidatore ha prudentemente accostato nella corsia di emergenza, liberando così la carreggiata per non intralciare la circolazione e permettere ai famigliari di mettersi al riparo. La provvidenziale manovra ha consentito alla famiglia di abbandonare l’abitacolo, afferrando in fretta le poche cose più preziose prima che in pochi secondi si propagassero le fiamme, che hanno poi lentamente divorato il veicolo con tutto il contenuto.
Il fuoco intenso e il fumo nero scaturiti dalla vettura hanno comunque prodotto rallentamenti alla circolazione per alcuni minuti, un disagio segnalato ai numeri di pronto intervento dai numerosi automobilisti di passaggio, che in alcuni casi hanno descritto «fiamme altissime». Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando di Cecina, che hanno spento l’incendio prima che potesse propagarsi ad altri automezzi. Meno di tre quarti d’ora dopo il fatto l’area dell’incendio era già stata messa in sicurezza e l’auto rimossa. Da quel momento la circolazione non ha subito ulteriori disagi.
I rilevamenti sono stati condotti dal Comando di polizia stradale di Rosignano Marittimo, sottosezione autostradale. Ancora da chiarire le cause che hanno dato origine all’incendio, anche se in base alle prime ricostruzioni non si escludono il corto circuito (che si verifica in corrispondenza di circuiti elettronici che si bruciano o resistenze che si surriscaldano) né l’eccessivo surriscaldamento del motore, causato forse dal mancato funzionamento del sistema di raffreddamento per la perdita del liquido, un difetto del termostato o la rottura della cinghia di trasmissione.
Risalire all’origine di un evento di questo tipo rimane comunque un’operazione complessa, perché i danni causati dalle fiamme confondono le cause con le conseguenze. E sono stati proprio gli agenti della Polstrada ad accompagnare le quattro persone, a bordo dell’automobile di servizio, verso il Comando in località Malandrone (Cecina), dove sono rimasti fino a tarda sera. Nessuno dei componenti del nucleo famigliare ha avuto bisogno di ricorrere a cure mediche.
Lì la famiglia, proveniente da Firenze e diretta verso Bibbona per trascorrere nella località balneare un periodo di vacanza, è stata messa nelle condizioni di riprendersi dallo choc per la brutta avventura. I quattro, trovata una sistemazione, hanno infine lasciato il Comando per trascorrere la notte in attesa di rientrare nel capoluogo.—
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