Il Tirreno

L'assemblea dà l'okay alla vendita del porto

Matteo Scardigli
L'assemblea dà l'okay alla vendita del porto

Operazione da 21,7 milioni, il rogito a fine anno

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CECINA. La cessione del porto turistico di Cecina compreso il lotto est agli acquirenti di Acefold per 21,781 milioni (valore della cessione al 31 maggio) va avanti a vele spiegate. Lo ha deciso ieri mattina l'assemblea dei soci riuniti al cinema Tirreno, con 160 voti favorevoli (pari al 95,33 percento del capitale), 6 astenuti (3,75 percento) e 2 contrari (0,92 percento) fra i quali Alessandro Lucibello Piani. Acefold subentrerà in tutte le obbligazioni contenute nel preliminare Peverell, così come nella convenzione con il Comune, e realizzerà le opere di urbanizzazione e di sicurezza accollandosi le fidejussioni a garanzia (sempre con il Comune).
La Porto di Cecina rimane proprietaria di 180 posti barca con relativo posto auto nella darsena privata mentre Acefold porterà a compimento quelli ancora mancanti, e tiene la proprietà anche delle strutture sportive con tanto di concessione demaniale; bar-ristorante, cantiere e distributore passeranno all'acquirente insieme ad alcuni beni strumentali. Garante dell'intera operazione il presidente di Porto spa Giuliano Matteoli: «I nostri obiettivi restano il completamento del porto quanto prima, ottenere le omologazioni e i requisiti di sicurezza, rogitare i posti barca e i posti auto rimasti, ridurre il più possibile debiti e gravami, abbassare ancora i costi di esercizio, e infine vivere in un ambiente di livello superiore». Nel frattempo, dall'ultima riunione straordinaria del 10 febbraio, i dragaggi nella zona alaggi vari e di collegamento alla darsena hanno portato quasi tutto il fondale a una profondità di 3 metri, e «sono state depositate in Comune le nuove fidejussioni per 3 milioni e 750 mila euro», annuncia Matteoli

. Che sul braccio di ferro con Sales spa insiste: «Hanno chiesto di posticipare l'appello al 3 novembre 2020, il che ci lascia il tempo di trovare un accordo con Acefold; e pagheremo loro tutto il dovuto». Per realizzare lo scalo a regola d'arte, dal momento della firma dell'accordo, il presidente stima 3 anni di tempo: «Ma il porto c'è già, e conta 700 barche all'ormeggio e 300 a terra con lunghe liste d'attesa», ribadisce. Dal canto loro i futuri proprietari del complesso, che prevede una club house con posti auto ombreggiati, hotel di lusso collegato alla pineta, appartamenti e ville con piscina, promettono ricadute sul territorio quantificate in 250 milioni: «50 nuovi posti di lavoro, dei quali il 30 percento vincolato al territorio, 250 mila euro di Imu e 135 mila di Tari che la società verserà nelle casse comunali, 118 mila clienti all'anno e un incremento del 17,5 percento dei turisti su Cecina», snocciola Matteoli, che si fa ancora portavoce delle volontà espresse da Acefold: «La nuova proprietà prenderà in carico i lavoratori attuali e si accollerà il loro Tfr (trattamento di fine rapporto, ndr), così come non venderà i posti barca ma continuerà ad affittarli». A fronte di un innalzamento a 60 euro al metro quadro delle tariffe dei servizi portuali per i 5 anni successivi al completamento dei lavori.


Un cronoprogramma dei lavori vero e proprio al momento tuttavia non esiste, ma il presidente ipotizza: «La priorità andrà al completamento della darsena con l'ultima tranche di dragaggio e la posa dei 3 pontili (con relativi allacci) entro 12 mesi dal via. Poi il sottoflutto e quindi il sopraflutto, e nel mezzo ci sono le opere pubbliche. Garage e posti auto - puntualizza rispondendo alla domanda di un socio - sono confermati come da progetto, nel numero e nella collocazione». C'è invece una data indicativa per la firma, il 31 dicembre, anche se - per questioni fiscali - è praticamente certo lo slittamento ai primi di gennaio. Il traguardo intermedio rimane dunque la riduzione del debito di Porto spa per ottenere un quota maggiore al momento del rogito con gli acquirenti, per la quale Matteoli ha intenzione di "aggredire" i soci che finora hanno pagato solo la caparra ma usufruito ugualmente del posto barca: «Sono pochi ma ci sono, e hanno determinato il debito da oltre 7 milioni sulla base del quale Sales spa ha interrotto i lavori. Ora devono pagare oppure la società si riprende i loro posti barca - e scatta l'applauso -. Inoltre, attraverso i nostri avvocati, avvieremo azioni legali per il recupero di tutti i crediti che ci spettano. E sono tanti». Ci sono però altre due date in ballo, quella del 9 e quella del 30 settembre. «Un socio ha chiesto al giudice di fissare la data del rogito. Finora la legge ci ha impedito di farne, ma se a quella data ci sarà consentito lo farò io personalmente con lui e con tutti gli altri che vorranno», chiarisce il presidente a proposito della prima scadenza; ivi compresa la ventina di demaniali, per i quali sul tavolo c'è un piano di inserimento nella parte privata.

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