Il Tirreno

Così il noleggiatore ha salvato la vita al delfino venuto a riva in cerca di aiuto

Matteo Scardigli
Così il noleggiatore ha salvato la vita al delfino venuto a riva in cerca di aiuto

Il mammifero marino è stato soccorso alle Spiagge Bianche: un pesce rimasto incastrato nello sfiatatoio gli impediva di respirare 

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LIVORNO. «Ho visto una sagoma nera che si avvicinava a pelo d’acqua, sarà stata lunga un paio di metri e mezzo. In 33 anni qui non mi era mai capitata una cosa del genere». Domenica pomeriggio era in mare fino alle ginocchia Flavio Pizzi, titolare del noleggio imbarcazioni alle Spiagge Bianche, quando ha fatto l’insolito avvistamento: «All’inizio pensavo che fosse un gonfiabile per bambini, poi ho temuto che fosse uno squalo. Ho capito cos’era quando ne ho visto il dorso».

Ha chiamato subito aiuto Pizzi, fischiando ai bagnini, tanto che sono accorsi anche molti bagnanti. «Mi sono trovato, praticamente a riva, un delfino con un’escrescenza “dietro”, tipo l’embolia che viene in bocca ai pesci che vengono tirati su in fretta dalle grandi profondità a causa della differenza di pressione. Pensavo stesse asfissiando».

Sintomo sbagliato ma diagnosi azzeccata: «Avvicinandomi ho riconosciuto la sagoma di un grongo, che si era incastrato chissà come nello sfiatatoio», spiega il sessantenne, che ha afferrato il pesce tirando con fatica finché «ha fatto come il tappo della bottiglia e ho sentito l'aria che entrava nell’orifizio. E ho pensato: “So che i delfini possono resistere anche sette minuti senza respirare, se sono arrivato in tempo probabilmente ce la fa”».

Il mammifero marino, per la gioia dei bagnanti, è stato riaccompagnato tra i flutti perché riprendesse il largo. Ma poco dopo, dalla spiaggia ci si è accorti che l’animale si era spiaggiato ancora all’altezza della discarica, forse disorientato.

Al che i soccorritori si sono nuovamente rimboccati le maniche (metaforicamente parlando) e lo hanno portato ancora più a largo, e da quel momento non si è più visto.

«Mi piace pensare che fosse venuto a riva per cercare aiuto, e ho provato una grande emozione nel soccorrerlo e vederlo sparire sott’acqua», racconta ancora Pizzi, che davvero dopo tanti anni sulla spiaggia una cosa così non se la sarebbe mai aspettata: «Se mi avessero detto che un giorno avrei dovuto strappare un grongo dallo sfiatatoio di un delfino non ci avrei mai creduto». —
 

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