Il Tirreno

Bagnini sfruttati, scontro fra balneari e Cgil

Bagnini sfruttati, scontro fra balneari e Cgil

Nencetti (Confcommercio): "Se il sindacato sa, faccia le denunce"

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CECINA. Bagnini sfruttati. Ma non solo. Personale stagionale con contratti capestro, una giungla di appalti a ribasso ai quali non sfuggono neppure le amministrazioni comunali. Che, di fronte a risorse sempre più esigue, allestiscono capitolati ai “minimi”.
Estate rovente sul fronte del lavoro e dei diritti per le nostre spiagge.
Perché, da una parte, ci sono le iniziative dei sindacati, Cgil per prima, che denuncia “il lavoro che non si vede” con tanto di campagna di sensibilizzazione, magliette rosse e volantini sulle nostre spiagge. E questo per dire che nell’esercito di stagionali, non mancano i casi - non pochi a quanto sembra - di sfruttamento e di scarsa tutela dei diritti del lavoratore.
Dall’altro ci sono i balneari, gestori e titolari dei locali, che respingono al mittente le accuse.
E ad un primo botta e risposta che c’era già stato a giugno, adesso che siamo nel vivo dell’estate, a rintuzzare la polemica ci pensa Alberto Nencetti, titolare dello stabilimento balneare ippocampo alle Gorette, sindacalista dei balneari Confcommercio ora anche nel consiglio regionale Sib.
«Leggiamo sui giornali – dice Nencetti di casi di sfruttamento del lavoro. Se la Cgil conosce veramente i casi che menziona, più che fare proclami farebbe bene a denunciarli. Per la storia dei bagnini che non hanno la felpa, poi, direi che stiamo scadendo nel ridicolo. I miei bagnini come paga sindacale prendono 1500, 1600 euro mese, e sono inquadrati come quarto o quinto livello. Spesso ricevono vitto, e più raramente anche alloggio».
Nencetti poi torna sulla polemica aperta nei giorni scorsi dall’istruttore della Fin Andrea Cecconi, formatore di generazioni di assistenti bagnanti.
Cosa aveva detto Cecconi?
Aveva in sistanza denunciato come – nei casi di appalti al ribasso – si venisse a risparmiare perfino sul vestiario dei bagnini. Ed in particolare aveva puntato il dito contro la gara fatta a Marina di Bibbona per le postazioni pubbliche. Questo per dire che quando si fanno applati prevedendo cifre per la gestione di un bagnino ben al di sotto dei 15 euro l’ora non si fornisce, spesso, un servizio come si deve. Ceconi, alla fine del suo ragionamento, aveva invocato la necessità di istituire piani di salvamento concertati.
Sulla questione dell’abbigliamento, il rappresentante dei balneari replica: «Non abbiamo nessun obbligo né necessità di fornire una divisa completa – risponde Nencetti - Faccio presente per altro una situazione che conosco molto bene: i maestri di sci, che stanno anche diverse ore sotto zero, non ricevono una attrezzatura, si comprano autonomamente dagli sci alle maschere alla mantella».
E poi conclude: «Mi sembra che vogliamo cercare lo scandalo e lo sfruttamento dove proprio non c'è. Se ci sono abusi il sindacalista avrebbe il dovere di denunciarli alle autorità competenti invece di tirare un sasso in mezzo al mare e andare danneggiare l'immagine degli imprenditori onesti con illazioni e affermazioni tendenziose».
Nencetti invita ancora la Cgil ad un confronto. «A suo tempo - dice - avevo invitato la sindacalista interessata al mio stabilimento per verificare con serenità le condizioni dei bagnini, non posso che estendere e rinnovare l'invito». —
 

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