Il Tirreno

La delegazione di monteverdi al mise 

Geotermia, sì agli incentivi ma ancora troppi ritardi

G.P.

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Monteverdi. Semaforo verde agli incentivi sulla geotermia. L’incontro si è svolto a Roma giovedì scorso. Il governo dice sì agli incentivi, ma c’è il rischio che la situazione resti bloccata per molto tempo con conseguenze negative sulle aziende e i lavoratori dell’indotto, perché gli incentivi verranno vincolati ad un cambio importante delle tecnologie produttive: questo in estrema sintesi il pensiero della delegazione monteverdina, di ritorno dalla riunione a Roma al Ministero dello Sviluppo (Mise) con il sottosegretario Davide Crippa (5S). Nella sede del Mise erano presenti i sindaci dell’area geotermica, i dirigenti del Cosvig (il consorzio regionale che investe sul territorio le royalties dell’Enel) e l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni. “Monteverdi geotermica” era rappresentata dal sindaco Francesco Govi e dall’ex sindaco Carlo Giannoni: entrambi molto cauti riflettendo sull’esito della riunione e niente affatto d’accordo con un trionfalistico comunicato della Regione. Un punto interrogativo è legato all’Enel. Nessun rappresentante della società era stato invitato al Mise, mentre il sì agli incentivi è condizionato a una serie di grossi investimenti che proprio l’Enel dovrebbe fare. Domani, lunedì 22 luglio, l’Enel incontrerà nella sede di Larderello i sindaci dell’area geotermica, per spiegare come intende procedere con le prossime gare di appalto, dopo aver annunciato che le scelte future verranno fatte non più in base al ribasso ma sul vantaggio complessivo, prezzo e qualità industriale, e su scala nazionale. Prospettiva, questa, che ha messo in forte allarme le imprese territoriali dell’indotto e le amministrazioni comunali dell’area geotermica: sono in gioco come è noto diverse centinaia di posti di lavoro, e non è di grande consolazione il fatto che l’Enel potrebbe inserire nei nuovi appalti la “clausola sociale” che impegna chi vince le gare ad assumere i lavoratori delle imprese locali sconfitte: perché, come ha già ricordato Giannoni, «se svuoti le aziende, senza operai le aziende non esistono più». Domani dunque è atteso un importante chiarimento. E non è escluso che in quella occasione, magari informalmente, i dirigenti dell’Enel forniscano qualche informazione anche sul “capitolo investimenti”. L’impegno per portare le attuali centrali geotermiche nei limiti previsti dalla nuova legge della Regione Toscana e fatti propri dal Governo è rilevante sia in termini economici che per gli aspetti tecnologici. Servono impianti capaci di abbattere il 98% delle emissioni gassose nell’aria e al momento solo le “torri a secco” attive negli Usa garantirebbero quel risultato, ma sono molto rumorose perciò hanno bisogno di grandi spazi liberi attorno: qui non ci sono i deserti americani ma aree popolate a ridosso delle centrali. Dunque serve altra tecnologia: da realizzare, collaudare, autorizzare prima del via libera alla produzione: «Tempi lunghi, mesi e forse qualche anno. E nel frattempo si sta fermi o si continua a lavorare con i vecchi limiti?», s’interroga il sindaco Francesco Govi per nulla tranquillo dopo il vertice al Mise. —

G.P.



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