Gioco
Dalle matite alle fedi nuziali Pentolini festeggia 80 anni
80 anni di vita e 60 di carriera festeggiati nella stessa settimana, in una mano la foto del primo giorno di lavoro e nell'altra una copia de Il Tirreno.
Alfredo Pentolini, nato a Montecatini il 16 luglio 1939, poco più che maggiorenne aprì la sua cartoleria a Vada sul viale Italia. E da lì non si è mai spostato, nel cuore della frazione, nonostante la necessità di cambiare fondo commerciale un paio di volte.
Al bancone di legno del negozio si sono affacciate intere generazioni di studenti vadesi, incontrando ogni giorno un uomo sempre pronto a farsi in quattro per il suo paese e i suoi concittadini. Ed è con questo spirito che gradualmente iniziò a esporre nel punto vendita oggettistica di ogni tipo, cercando di andare incontro ai gusti e alle necessità delle persone; anche – e soprattutto – i preziosi, con una scelta che si è rivelata vincente.
Tanto che nel 1994, avviata alla professione (ormai) di famiglia la figlia Sandra, nel 1994 decise di separare le due attività: da un lato la storica cartoleria (ceduta poi definitivamente nel 2001), dall'altro la nuovissima oreficeria Pentolini, nella quale assunse anche la “figlia adottiva” Serena. E adesso, a chi dava matite e quaderni, vende le fedi matrimoniali e gli ori per battesimi e comunioni dei nipoti)
La porta d'ingresso al numero civico 14 è sempre aperta, e al bancone (la tavola di legno spesso e scurito dagli anni è rimasta nei ricordi, oggi ci sono teche in vetro scintillante) non manca mai l'ultima uscita de Il Tirreno: «Mi appassiona il modo in cui racconta temi locali, e ogni mattina la prima cosa che faccio è proprio leggere il giornale», racconta. Una sana abitudine ereditata dal padre Elio (Il Tirreno gli dedicò un articolo), che la portò avanti fino alla veneranda età di 90 anni.
«Oggi (ieri, ndr) si fa la festa con mia figlia e mio genero e le due nipotine, domenica si va alla terra insieme ad alcuni amici», conclude Pentolini, che ogni giorno è il primo ad alzare la saracinesca: «Sono in pensione, ma di mettermi a riposo non ci penso nemmeno». —
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