Sicurezza
«Ospedale abbandonato e personale sotto stress»
CECINA. «L’ospedale di Cecina: specchio di una gestione aziendale che ha abbandonato gli ospedali periferici allo sbaraglio, il tutto all’insegna del risparmio sul personale». Lo dice il sindacato Fials, in una nota a firma della segretaria provinciale Daniela Boem. Che ricorda come «la carenza di personale infermieristico ed operatori socio sanitario ormai cronica con l’estate si riacutizza».
«Dalla maggioranza dei reparti gli infermieri ci presentano il turno di lavoro mensile che li porta a superare anche le 48 ore settimanali. Questo – afferma – dimostra la mancanza di un adeguato riposo psico-fisico che impedisce di lavorare in sicurezza e la palese violazione del contratto di lavoro. In questa situazione di generalizzata criticità è grave che l’azienda abbia previsto la chiusura del punto nascita di Piombino creando una condizione di grave disagio per le donne in gravidanza e neppure si sia preoccupata di constatare come il personale in servizio presso il reparto materno infantile di Cecina, già carente, si potesse trovare in difficoltà a governare adeguatamente il flusso in aumento delle gestanti e fosse costretto a moltiplicare le ore lavorative saltando il riposo. Che dire poi della chirurgia dove seppur in numero ridotto gli infermieri si sono trovati a saltare i turni di riposo anche per compensare la mancanza degli Oss. Non parliamo del Pronto Soccorso con i posti letto di breve osservazione occupati oltre i termini previsti per l’impossibilità di trovare ricovero nei reparti sovraffollati, un fenomeno che non si manifesta solo con l’iperafflusso dell’estate ma persiste tutto l’anno. Se poi andiamo alla Terapia intensiva e sub intensiva vediamo che la necessità di rispettare i parametri di legge 1 infermiere ogni due letti di intensiva e 1 infermiere ogni 4 letti di sub intensiva obbliga il personale al doppio turno notturno consecutivo e a saltare il riposo compensativo».
Per queste ragioni il Fials ha rifiutato il tentativo di conciliazione con la Usl tenutosi in Prefettura. «La proposta di 70 assunzioni temporanee tra infermieri ed operatori socio sanitari per tutta la Asl Nord Ovest è stato valutato palesemente insufficiente. E parla di disinteresse dell’azienda: Come «per le apparecchiature di radiologia che si fermano per guasto all’ambiente reso invivibile dal caldo». Nel mirino il malfunzionamento dell’impianto di condizionamento, «più volte denunciato»: obbliga chi è ricoverato al 2° piano, ad esempio nella chirurgia, «a portarsi da casa il ventilatore per poter sopportare il caldo del reparto». —
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