Il Tirreno

il racconto

I venditori abusivi più forti dei controlli «Fatichiamo, ma non andremo mai via»

Stefano Taglione
I venditori abusivi più forti dei controlli «Fatichiamo, ma non andremo mai via»

Un giovane senegalese: «Abito sotto un ponte da sette anni. Ogni estate è sempre peggio e ci odiano per colpa di Salvini»

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La multa a un venditore di cocco e il sequestro di un carrello dei gelati, sulle Spiagge bianche, non hanno affatto scoraggiato i venditori abusivi. «Dopo due giorni è tornato tutto come prima», commenta sarcastico uno dei bagnini che lavorano sull’arenile di fronte alla Solvay, Antonio Enrico Lunghi. E purtroppo è esattamente così. Ieri mattina, infatti, a due settimane di distanza dal primo reportage, Il Tirreno è tornato fra i turisti che affollano il mare cristallino fra Vada e Rosignano. Trovando il solito “suq” all’ingresso della spiaggia.

«La polizia municipale e la guardia costiera ci controllano? È normale, fanno il loro lavoro. Noi però abbiamo bisogno di mangiare e da qui non andremo mai via». Ibrahim – il nome è di fantasia, perché chiede l’anonimato – avrà una trentina d’anni e da sette vive sotto un ponte a Rosignano. «Dormire a Livorno come molti miei colleghi? Ci vogliono i soldi, io non ne ho. Spedisco tutti i risparmi alla mia famiglia, in Senegal. Io sono senegalese. Gli italiano odiano noi stranieri ed è colpa di Matteo Salvini. Prima non era così e ora, ogni anno che passa, va sempre peggio. Andrà a finire che anche noi, per vivere meglio, dovremo scappare pure da qui».

Ibrahim parla italiano benissimo. È irregolare – così sostiene – «perché il permesso di soggiorno non serve a nulla». «Vedo i film sul cellulare – prosegue – e siccome il mio cervello funziona, ho imparato ben presto l’italiano. Comunque parlavo già il francese».

Lui è uno dei tanti venditori abusivi – ieri mattina una quindicina – che affollano l’arenile. Attorno a mezzogiorno batteva in lungo e in largo la spiaggia con un microfono bluetooth, ma senza infastidire i molti turisti. Dei carrellini dei gelati, invece, nessuna traccia. Domenica – come confermano anche alcuni testimoni – polizia municipale e guardia costiera, arrivati per un blitz, hanno fermato due venditori di origine campana all’altezza della “dog beach”, l’angolo dedicato ai padroni dei cani. I due, inizialmente, sarebbero scappati. Per poi tornare ed essere sanzionati. Secondo le forze dell’ordine sarebbero parte di un gruppo ben organizzato, composto tutto da italiani, con un deposito di decine di carrelli per gelati nella zona industriale delle Morelline. «Le forze dell’ordine sono poche e il territorio è vasto – continua Lunghi – quindi bisogna migliorare le leggi. Io farei così: se ti becco la prima volta, ti faccio una multa. Ma dalla seconda, se continui a delinquere, ti sequestro tutto e ti mando in carcere per 3-6 mesi, in modo che salti la stagione turistica. In questo modo si risolverebbero i problemi a costo zero e in modo democratico». —

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