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Lavoro irregolare nel turismo la Cgil scende in spiaggia

Lucia Aterini
Lavoro irregolare nel turismo la Cgil scende in spiaggia

Volantinaggio stamani a Pietra Bianca di Vada e domani a Marina di Cecina  per difendere i diritti e dare informazioni ad addetti del settore e clienti  

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rosignano. La Cgil scende in spiaggia per difendere i diritti di chi lavora nel turismo. Per dare informazioni e consigli a chi potrebbe avere bisogno di tutele e per sensibilizzare anche i fruitori dei servizi di addetti che potrebbero essere sfruttati. Un tema, quello del lavoro in nero o grigio, su cui Il Tirreno sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione proprio a partire dal lavoro stagionale. Ed è stata proprio la mancanza di alcune figure, come per esempio quella dei bagnini, che ha dato il via ad approfondimenti e prese di posizione da parte dei sindacati ed istituzioni.

È la prima volta, nella zona tra Livorno e Cecina, che la Cgil sarà in spiaggia con ombrelloni e volantini per portare avanti una campagna nazionale. Ecco gli appuntamenti: stamani, dalle 10 alle 12, i sindacalisti della Filcams Cgil saranno a Vada, in località Pietra Bianca. E domani, sempre allo stesso orario, saranno a Marina di Cecina davanti alla Terrazza dei Tirreni, nel viale Vittoria.

«Daremo gli indirizzi delle nostre sedi - spiega Katia Sagretti della Filcams Cgil - e faremo informazione rispetto a diritti dei lavoratori stagionali». Sulla durata, orario e mansione, sui parametri minimi dello stipendio , sulla maturazione della tredicesima e quattordicesima, sulle maggiorazioni per il lavoro straordinario notturno. E poi ancora sul riposo settimanale. E quali sono i diritti quando finisce la stagione, il diritto di precedenza per nuove assunzioni, il diritto alla Naspi (sussidio di disoccupazione che si matura dopo 13 settimane di lavoro stagionale.

Già a maggio la Cgil aveva denunciato che la crisi delle professionalità nel settore dei bagnini è legata alla precarizzazione. In uno slogan era stato riassunto così: più che gli assistenti bagnanti mancano gli schiavi. Sono state portate le testimonianze di addetti ai lavori, dagli istruttori che rilasciano i brevetti fino ai proprietari degli stabilimenti balneari, da Cecina a Marina di Bibbona. «Nonostante il settore in questione, il turismo, sia trainante, - questa la denuncia della Cgil - ancora oggi non c’è voglia di costruire percorsi corretti. È bene specificare che non tutte le situazioni sono uguali e c’è anche chi si comporta correttamente». «Abbiamo persone che vengono fatte lavorare in nero - questa la posizione della Cgil - oppure addetti che vengono pagati per un tot di ore ma lavorano molto di più. E continui ricambi di personale. E questo vale sia per i bagnini ma anche per i camerieri che sono impegnati nei bar o nei ristoranti. Oppure il personale che lavora negli alberghi».Per completare il quadro gli ispettori della Direzione del lavoro sono sempre meno e quindi i controlli sono pochissimi. Infine i lavoratori che subiscono violazioni vanno alla Cgil ma poi non denunciano, non vanno avanti con la vertenza perché hanno paura di ritorsioni e di non trovare neppure il lavoro sottopagato. —

Lucia Aterini

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