Il Tirreno

Coprono il falò con la sabbia: bimba di sei anni si ustiona

Federico Lazzotti
Le foto dei piedi della piccola ustionata
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Le foto dei piedi della piccola ustionata

La piccola passeggiava con il padre sulla spiaggia libera di Marina di Bibbona. Il racconto: «Assurdo, è sprofondata accanto a me: ora è in cura al Meyer»

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BIBBONA. «Stavamo passeggiando sulla spiaggia con mia figlia e altri amici. A un certo abbiamo visto delle palafitte vicino al mare, a pochi passi dal bagnasciuga, la bambina si è avvicinata alla prima, poi è andata verso la seconda. Io era accanto a lei. Improvvisamente siamo letteralmente sprofondati sulla sabbia, ho sentito un forte calore ai piedi, come una fiammata, e ho visto la bambina che stava per cadere di schiena».

Sotto ai piedi di padre e figlia i resti di un falò che qualcuno aveva acceso sulla spiaggia di Marina di Bibbona, a pochi metri da quella riservata ai cani, e poi coperto con della sabbia, tanto da rendere invisibile il pericolo a chi passava in quella zona.

Il risultato di questo atto sconsiderato sono le ustioni di secondo grado alle piante dei piedi che la piccola (non scriviamo il nome per tutelarne la privacy) si è procurata camminando sopra a quelli che di fatto erano carbone ardenti.

Nelle foto che pubblichiamo con il consenso di entrambi i genitori che ce le hanno messe a disposizione, i danni che la bambina di sei anni si è procurata, con ferite profonde ed escoriazioni che per il momento non le permettono di poggiare i piedi a terra e dunque di camminare. «Per fortuna – prosegue il padre – non so come, ho avuto la prontezza di riflessi di abbracciare mia figlia prima che cadesse di schiena su quei tizzoni ardenti e di portarla subito in acqua».

L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di sabato mentre la famiglia, che vive a Pistoia, stava trascorrendo una giornata di mare a Bibbona ospite di alcuni amici in un campeggio poco lontano dal punto in cui la bambina è rimasta ustionata. «Dopo l’incidente – va avanti il padre – abbiamo chiamato il 118 e siamo andati al pronto soccorso di Cecina». I medici hanno diagnosticato alla piccola ustioni di secondo grado ad entrambi i piedi. «Dopo le prime cure – proseguono mamma e papà – i dottori ci hanno spiegato di tornare il giorno seguente. Ma abbiamo preferito tornare a casa e rivolgerci al Meyer».

Da domenica la piccola paziente è in cura all’ospedale pediatrico fiorentino dove ogni giorno viene medicata prima di tornare a casa. Secondo l’equipe che la sta seguendo i tempi per un recupero totale non saranno brevi. «Abbiamo deciso di denunciare quanto ci è capitato – spiega la mamma della piccola – perché è necessario stare attenti anche a questo sulle spiagge. Sulla nostra pelle abbiamo verificato che nonostante i divieti esistono persone incoscienti che possano lasciare un fuoco ancora acceso sotto la sabbia bollente di questi giorni. Noi a tutto ciò non avevamo ancora pensato. Ecco perché vogliamo mettere in guardia tutti gli altri genitori affinché cose simili non accadano più. Mia figlia – conclude – ora sta benone, ma ci vorrà un po’ di tempo per tornare a camminare e guarire. L’unica parola che mi viene in mente per la persona che ha coperto quei carboni ardenti vicino al bagnasciuga è una sola: vergogna».
 

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