La protesta
Sul depliant Povia tappato con un adesivo Gli organizzatori: «Pressioni dal Comune»
Ma il sindaco Donati replica: «Non sapevo nulla ,non entro nel merito della scelta degli artisti». Resta la brutta figura
CASTIGLIONCELLO. Da una parte gli organizzatori che dicono di «aver avuto un incontro con il sindaco», che «in seguito a pressioni ricevute» avrebbe chiesto loro di «rimuovere Giuseppe Povia dall’elenco degli artisti». Dall’altra il primo cittadino Daniele Donati che ribadisce la sua estraneità ai fatti: «Il Comune non decide gli invitati e non è mai entrato nel merito del programma». Non si ferma il botta e risposta tra amministrazione e gli organizzatori del Galà Perla del Tirreno, che continuano a presentare posizioni contrastanti. Comunque il sindaco di Rosignano ha ribadito che la scelta di patrocinare l’evento non dipende dai cantanti che salgono sul palco.
«Il nostro patrocinio lo avremmo dato in ogni caso – ha detto – perché questa è una manifestazione storica che fa parte del programma estivo di Castiglioncello da anni». Poi Donati è entrato nel merito della questione. «Non condivido per niente le idee di Povia – ha spiegato – ma non per questo è giusto vietare a un artista di esibirsi. Anche perché non si trattava di un comizio politico ma di un concerto. Rosignano è un comune libero e democratico dove chiunque può esprimersi e dire la sua senza problemi». Il sindaco, dunque, respinge le accuse di censura. «Non abbiamo mai opposto veti a nessuno sulle scelte degli artisti. Io non ho ricevuto minacce o intimidazioni e ho lasciato la massima libertà agli organizzatori di gestire gli inviti. Sfido chiunque a dire che il Comune di Rosignano applichi censure». Sulla stessa linea anche la vicesindaca Licia Montagnani, che su Facebook ha scritto di aver appreso solo dai social della presenza e poi dell’esclusione di Povia. «Né io né il sindaco – ha scritto – siamo entrati nel merito di questa scelta fatta dagli organizzatori. Comunque capisco le tante proteste giunte agli organizzatori da chi si è sentito offeso da questa scelta. In un paese democratico, ognuno ha diritto di esprimere civilmente la sua opinione».
Diversa la versione, invece, di Roy Fabbri: ribadisce infatti che il sindaco era al corrente di tutto. «È stato lo staff di Povia a chiamarci e a chiedere di far esibire il cantante al galà. A prescindere dal pensiero politico che in questo caso non c’entra niente, abbiamo accolto la sua richiesta e abbiamo informato l’amministrazione della nostra scelta, senza ricevere alcuna contrarietà». Poi, però, da Palazzo civico è arrivato il passo indietro. «Abbiamo avuto un incontro con il sindaco che ci ha detto di aver ricevuto pressioni per non far esibire Povia. E così ci ha chiesto espressamente di escluderlo dagli invitati». Per questo Fabbri, dopo aver valutato la situazione, ha chiamato il cantante per annunciarli l’esclusione. «Gli ho detto che non era una cosa personale ma che per paura di manifestazioni che avrebbero rovinato la riuscita dello spettacolo, ero costretto a escluderlo». Il problema è stato che i libretti di presentazione della serata erano già andati in stampa.
«Visto che la decisione è stata presa tardi, quando ormai i libretti erano in stampa, non abbiamo potuto far altro che stampare degli adesivi con l’immagine del Castello Pasquini e attaccarli sul volto di Povia in copertina». Cosa che, però, ha aumentato ancora le misure della brutta figura. «Povia non l’ha certo presa bene – ha aggiunto Fabbri – ed è comprensibile. Però poi ha sbagliato a pubblicare la mail che gli avevo mandato in privato. Su Facebook ha postato il mio numero di telefono. Tra l’altro non abbiamo mai firmato nessun contratto e tutto sommato un’organizzazione è libera di chiamare e poi escludere chi vuole. A maggior ragione se non c’è niente di scritto. Potrei chiedergli i danni per aver violato la mia privacy, ma non lo farò. Adesso l’unica cosa che voglio fare è concentrarmi sull’organizzazione della serata». Ieri, tra l’altro, si era diffusa la voce di un ripensamento. Ma il 20 luglio Povia non ci sarà. «Il suo staff – ha detto Fabbri — ci ha chiamato per chiedere se, a questo punto dopo ciò che è accaduto, il cantate si sarebbe potuto esibire ugualmente al galà. Ma noi abbiamo risposto di no». —
Nicolò Cecioni
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