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Mezzi militari in corteo per ricordare Cecina liberata

M.F.
Mezzi militari in corteo per ricordare Cecina liberata

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CECINA. Con la celebrazione ufficiale in via Montanara, davanti al pannello che ricorda la Battaglia di Cecina del luglio 1944, l’assessore alla cultura Lucia Valori ha ricordato martedì 2 un capitolo di storia legato alla fine della Seconda guerra mondiale onorandone il 75° anniversario. «Grazie alle autorità civili, religiose e ai cittadini – ha detto pochi minuti prima che la Filarmonica Mascagni suonasse l’inno italiano – per essere intervenuti. Questa non è però una celebrazione fine a sé stessa, in quanto è il senso degli avvenimenti a salvarci dalla retorica». E a indicarci come, complice lo sbarco degli alleati in Normandia, il corso degli avvenimenti sia cambiato e il nazismo abbia perso. Non senza sacrifici degni di essere ricordati, come la concittadina Eva Montevecchi morta per salvare i due figli. Gli appuntamenti collegati alla liberazione del litorale sono iniziati così, e proseguiti nei giorni scorsi con le mostre al circolo culturale il Fitto in corso Matteotti e a Villa Graziani a Vada. Ieri, sabato 6, in corso Matteotti si è svolta la rassegna dei pochi mezzi militari curata dall’associazione Gotica della Lucchesia. A mezzogiorno, la colonna è partita con destinazione base logistica di Marina con passaggio da viale della Repubblica. Dopo pranzo il presidio è stato aperto al pubblico, ha avuto così l’opportunità di visitare la zona e porre domande. Alle 16.30, mezzi e persone hanno lasciato Villa Ginori per percorrere di nuovo viale della Repubblica e tornare in centro, dove hanno sostato per le ultime foto. Il percorso, per gli appassionati di storia del secolo scorso, è in realtà più ampio, perché i cartelli con la descrizione delle varie situazioni si trovano anche in pineta, vicino al cancellone di viale Galliano, dove due anni orsono moltissime persone seguirono la ricostruzione con le tende da campo, l’infermeria e i mezzi di comunicazione che servivano a trasmettere messaggi strategici. Senza dimenticare le armi e il fascino suscitato dalle divise. L’amministrazione ha promosso l’iniziativa sottolineando che proprio il 6 luglio 1944 arrivò in città il segretario americano di guerra William H. Simpson, accompagnato dagli ufficiali, per prendere coscienza di persona della situazione. Che, in pochi mesi, avrebbe segnato la fine del conflitto e il faticoso inizio della ricostruzione postbellica. —

M.F.

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