Gioco
Povia escluso dal Gran Galà di Castiglioncello, la foto del cantante coperta su 3500 brochure
L'artista su Facebook attacca l'amministrazione: «Il sindaco dimostri cos’è la democrazia e tolga il patrocinio all’evento». Le opposizioni: «È censura»
CASTIGLIONCELLO. Una valanga di critiche e polemiche, l’accusa di censura piovuta da più parti e un infinito rimpallo di responsabilità. Quella che doveva essere una serata di gala si è trasformata in un caso politico. In mezzo il Comune di Rosignano, in primis, e gli organizzatori della “Perla del Tirreno”, manifestazione che andrà in scena al Castello Pasquini il prossimo 20 luglio. Un evento di successo, giunto quest’anno alla 12ª edizione. A scatenare questo putiferio è stata l’esclusione di Giuseppe Povia, il cantante vincitore del Festival di Sanremo 2006, tra gli ospiti d’onore della serata. Il cantante ha denunciato pubblicamente la sua esclusione con un post su Facebook.
Dopo aver fatto stampare migliaia di brochure che in copertina, tra gli altri, mostravano il volto dell’artista, da amministrazione e organizzatori è arrivato un brusco passo indietro. L’autore del tormentone “I bambini fanno oooh”, infatti, in alcune interviste avrebbe dichiarato di essere simpatizzante di destra e sarebbe stato protagonista di esternazioni controverse sull’omosessualità. Due cose che gli hanno scatenato contro un’infinità di critiche e contestazioni da parte di associazioni gayfriendly, organizzazioni e gruppi politici. Per questo, una volta diffusa la voce della sua presenza, negli uffici del Comune e all’indirizzo dell’organizzazione, sarebbero arrivati messaggi di protesta e pressioni per far annullare l’esibizione di Povia. E così, per evitare problemi e manifestazioni durante la serata, sono stati fatti stampare adesivi con la foto del Castello Pasquini, dello stesso numero delle brochure, 3500, e su ogni librettino è stata attaccata la nuova immagine a coprire il volto del cantante. Però, dopo aver cercato di mettere una toppa alla figuraccia, tra Comune e organizzatori è iniziato un rimpallo di responsabilità che è durato quasi tutto il giorno. «Il Comune dà il patrocinio alla manifestazione – dice il sindaco Daniele Donati – perché si tratta di un evento importante per la nostra estate. Ma non decidiamo noi il programma o gli ospiti. Agli artisti ci pensa l’organizzazione. Se è stato tolto Povia, gli organizzatori avranno fatto le loro valutazioni, sulle quali non entriamo nel merito. Noi non sappiamo niente». Stessa spiegazione arriva dall’assessora alla cultura e vicesindaca Licia Montagnani, la quale afferma di essere all’oscuro di tutto.
Dall’altra parte, Roy Fabbri, che ha organizzato il galà Perla del Tirreno in collaborazione con la Pro Loco di Castiglioncello, rimanda le accuse al mittente, dicendo che «la decisione di togliere Povia dal programma è stata presa di comune accordo, dopo che a Palazzo civico e al nostro indirizzo erano arrivate minacce da parte di associazioni e movimenti in favore dei gay di boicottare la serata con proteste. Poi è chiaro che noi siamo gli organizzatori e la scelta finale l’abbiamo fatta noi. Ma l’amministrazione sapeva tutto». In questa diatriba si è infilato a gamba tesa anche lo stesso Povia che, sulla sua pagina Facebook, ha attaccato un po’ tutti. «Gli organizzatori e collaboratori mi escludono per paura di cortei? Dovunque ho cantato non è mai successo nulla, solo festa».
E poi ancora: «In questi anni mi hanno detto di tutto: fascista, comunista, razzista, nazista, omofobo e altri insulti. Non sono nulla di tutto ciò. Sono un artista libero, canto ovunque e se mi offendono mi difendo. Consiglio al sindaco di Rosignano, Daniele Donati, che è al corrente di ogni virgola (lo so dagli organizzatori), di dimostrare a tutti la vera democrazia e di non patrocinare l’evento, visto che è assurdo che un semplice cantante venga escluso perché non piace a qualcuno. Patrocinando l’evento manderebbe un segnale negativo alla popolazione, dimostrando di essere il primo cittadino di alcuni e non di tutti». La serata però continuerà ad avere il patrocinio del Comune, tra critiche, proteste e polemiche che su Facebook hanno coinvolto tutte le forze politiche rosignanesi.
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