Il Tirreno

Materassi, scatole e sacchi abbandonati sulle strade

Alessandra Bernardeschi
Rifiuti a una batteria di cassonetti in via Solferino, alle Spianate
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Rifiuti a una batteria di cassonetti in via Solferino, alle Spianate

È allarme discariche a cielo aperto, a lato dei cassonetti materiali di ogni tipo Il viaggio del “Tirreno” nelle vie di Castiglioncello dopo le segnalazioni dei cittadini

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CASTIGLIONCELLO. «Vengo da Prato, noi facciamo la raccolta differenziata. Qui, davanti ad ogni cassonetto, è la stessa situazione». A parlare è una turista che sta cercando di gettare alcune bottiglie di vetro all’interno dell’apposito contenitore. La situazione alla quale fa riferimento è quella dei rifiuti gettati in strada. L’area è quella delle Spianate, zona residenziale di Castiglioncello, attorno al laghetto. Ma poco cambia anche in via dei Macchiaioli, in via Sesia, in via Bengasi zona Quercetano. . Il viaggio del Tirreno inizia di prima mattina dopo le tante segnalazioni ricevute da residenti e turisti proprietari di seconde case. In via Macchiaioli, a 200 metri dall’entrata del parcheggio del Castello Pasquini, di lato ad una piccola area di sosta, accanto ai cassonetti dell’immondizia, fa bella mostra di sé un materasso; accanto sedie in plastica rotte, cartoni, sacchi grigi di immondizia, pezzi di mobilia. La strada, che corre a monte della via Aurelia, è trafficata e la spazzatura ben visibile ai passanti.

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La situazione peggiora in via Solferino. E’ la strada che costeggia il laghetto delle Spianate, una zona a monte di Castiglioncello tra il verde ed il mare, dove il panorama è mozzafiato. Qui, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, sono state costruite villette a schiera e case residenziali. Imboccata la strada e fatti pochi metri l’attenzione viene catturata da un cumulo di cartoni, di varie dimensioni e colori contenenti rifiuti. Il tutto gettato davanti ai cassonetti, in mezzo di strada. Dietro ai cassonetti, tra i fiori viola che nascono spontanei, una porta che andava a chiudere una doccia, ed un telaio. Il percorso su via Solferino prosegue; dopo pochi metri, ancora un cumulo di rifiuti. Stavolta buttati direttamente sul ciglio della strada. Sopra alcuni sacchi neri chiusi, una pentola d’acciaio, cartoni e ramaglie. Il brutto arriva dopo 100 metri, proprio davanti ad una delle entrate al laghetto. Accanto ai bidoni dell’immondizia (tre per la raccolta differenziata) sono stati gettati sul ciglio della strada sacchi verdi, indumenti sporchi, materiale edile, porte in vetro, contenitori di cartone. Anche i cassonetti sono vecchi e malridotti.


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Decidiamo di scendere verso il mare ed imbocchiamo via Sesia. Anche qui, in uno slargo proprio sotto un grande pino contiamo almeno 28 sacchi, gialli, blu, grigi, raggruppati tutt’attorno al tronco. Poi, cassette di legno e di plastica. Accanto ad uno dei tre cassonetti, una batteria elettrica contenente piombo, come indica l’etichetta attaccata alla batteria stessa.

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Scendiamo ancora ed arriviamo in via Bengasi. Una strada stretta, nella zona monte del Quercetano, che porta al centro della frazione. Accanto ai cassonetti, tra la il verde dei lecci e le prime abitazioni, ben quattro sacchetti pieni di quello che ad occhio sembra cemento, un termosifone elettrico, una lunga scatola di cartone contenente scarti edili. In questo punto, come dicono alcuni residenti, c’è sempre un bel ricambio di oggetti buttati in strada.

Il più delle volte, a segnalare queste situazioni, sono gli stessi residenti. Al momento la raccolta porta a porta a Castiglioncello non è iniziata. Ed è chiaro anche che la maggiore responsabilità di questo atti che deturpano la frazione turistica tra le più rinomate della costa, sia dei cittadini. Ma è altrettanto chiaro che le dieci videocamere mobili installate dal Comune di Rosignano oltre tre anni fa, non bastano a fermare questo scempio. —

 

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