Il Tirreno

Viaggio alle Spiagge Bianche dopo il divieto anti carrelli: «Controlli agli ambulanti? Mai visti dall'inizio della stagione»

Stefano Taglione
Viaggio alle Spiagge Bianche dopo il divieto anti carrelli: «Controlli agli ambulanti? Mai visti dall'inizio della stagione»

Vada, i venditori sarebbero meno rispetto al passato, ma ancora molto numerosi. E i turisti si dividono: «Alcuni di loro sono molesti». «No, nessuno dà noia» 

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Rosignano. «I controlli della polizia municipale ai venditori abusivi? Io da quando sono qui, quest’estate, non li ho mai visti. Personalmente non mi danno noia, anzi: mi stanno anche simpatici. Ma se non hanno la licenza, è giusto che la legge venga rispettata».  Non usa giri di parole Antonio Lunghi, uno dei bagnini delle Spiagge Bianche. Per lui, i vigili urbani, potrebbero fare di più. «A maggior ragione ora che ne hanno assunti due in più a tempo indeterminato». I venditori abusivi, sull’arenile di Vada, sono ancora numerosi. Tanto che arrivando, i turisti, si ritrovano a fare lo slalom in una sorta di suq in cui si vende di tutto: racchettoni, gonfiabili, vestiti di ogni genere, con le donne senegalesi che si offrono pure di fare le extension per i capelli. Un fenomeno che il Comune a febbraio aveva annunciato di voler debellare, ma che per ora rimane sempre lì. «Credo che gli abusivi siano un po’ meno rispetto all’anno scorso», fa notare una delle dipendenti del bar all’ingresso della spiaggia, proprio di fronte allo stabilimento industriale della Solvay.

Mentre i bagnanti si dividono. «Sinceramente pensavo di non trovarli qui a Vada – dice Lisa Castello, che arriva dalle sponde del lago d’Orta – perché mi sembrava un posto un po’ fuori mano. Ne ho visti un po’ all’entrata, ma non sono molesti. Uno era simpatico e gli ho comprato un asciugamano». Ma suo marito la pensa in modo diametralmente opposto. «Sono molto invadenti – afferma Rogelio Aldana Gonzalez – e mi disturbano. Se voglio stare tranquillo e riposarmi non vede perché debbano stare a chiedermi di comprare qualcuno uno dopo l’altro». Rogelio vive nel nord Italia, ma è messicano. «Nel mio paese il mare è più bello – continua – Qui non è male, ma c’è l’industria».

«Secondo me la loro presenza non è invasiva – commenta il lombardo Fulvio Zanetti – e comunque è come tutte le altre spiagge che ho visitato. Qualcosa dovranno pur fare queste persone per mangiare, proviamo noi ad andare a casa loro e vediamo come vivono. Il problema qui alle Spiagge bianche e che non ci sono i cestini per buttare i rifiuti». «Sono qui da una settimana e non conoscevo queste spiagge – aggiunge Alfredo De Biasi, di Peschiera del Garda – Gli ambulanti? Sì, ce ne sono tanti e pure di insistenti. Ma non si può fare niente». Lo pensano anche i due coniugi di Fivizzano, in provincia di Massa Carrara, Adriano Lombardi e Romina Magiari. «Sono parecchi in proporzione ai bagnanti – dice il marito – e in altri posti, ad esempio sulla spiaggia di Vada, sono molti meno». «Ma non sono tanto insistenti», chiosa la moglie. «Gli ambulanti? – aggiunge Dritan Cepunaj, arrivato per una giornata di mare da Santa Croce sull’Arno, in provincia di Pisa – ne avrò visti sette od otto. Un numero normale, non mi pare la fine del mondo. Ma sa, io sono venuto qui solo oggi. Mi incuriosiva questo mare, perché sono un attimo preoccupato vedendo la fabbrica così vicina. L’acqua è a dir poco artificiale».

«Queste persone non ci disturbano – dicono marito e moglie arrivati dalla Polonia – e da loro abbiamo perfino comprato un ombrellone. Meno male, altrimenti dove lo avremmo trovato?». «Mi fanno pena – afferma, senza mezzi termini, l’altoatesina Carmen Niederkofler, qui con la famiglia da Bressanone, vicino a Bolzano – perché sono persone povere. La maggior parte passano e ti lasciano in pace, in pochi disturbano davvero». «Noi veniamo da Pisa», si presentano così i coniugi Ettore Puntoni e Lorella Menini. «Il problema – dice il marito – non è la quantità, ma fra virgolette la qualità, perché alcuni sono più invasivi di altri. Più c’è quantità, naturalmente, più ci saranno quelli molesti. L’abusivismo incontrollato è sempre sbagliato e il Comune dovrebbe concedere dei permessi e controllare chi mette in regola». «Rispetto agli altri anni ne vedo comunque meno – racconta la moglie – ed è così anche altrove, come a Castiglioncello». «Sono tanti però non danno noia», sostengono Ginevra Pesciullesi e Rosanna Fioravanti, entrambe di Firenze. Un ambulante si para proprio davanti a loro. È l’ennesimo. «Siete tanti e per farvi mangiare alla fine non mangiamo più noi», dicono. Lui sorride e se ne va. «No, i venditori ambulanti non sono molesti», concludono le due bagnanti toscane.

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