Attenzione
I venditori: «Poco lavoro», ma qualcuno si mette in regola
Vada, richieste di autorizzazione dopo lo stop agli abusivi annunciato dal Comune. Diop: "Non posso pagare le tasse perché i soldi non mi bastano"
ROSIGNANO. «Non si lavora più come gli anni passati, ormai i turisti vengono solo durante il fine settimana. Poi fa caldo, è dura stare a vendere cianfrusaglie sotto questo sole».. Sanno di essere abusivi, eppure vendono lo stesso. Perché sono disperati e in qualche modo devono «arrivare alla fine del mese», dicono. «Le tasse? Pago già l’affitto a Livorno. In Senegal ho una famiglia da mantenere: la moglie e i figli piccoli. Io sono in Italia da 20 anni, ma loro sono rimasti lì». A parlare è Diop, uno dei venditori ambulanti che affollano le Spiagge bianche. Sono in tanti. Una ventina solo di venerdì mattina. «Ma ripeto: non si lavora più come un tempo», chiosa, mentre prova a trattare alcune collanine con un gruppo di vacanzieri appena arrivati in camper da Berlino, in Germania.
Vengono ogni giorno da Pisa o Livorno. Anche da Pontedera e dal resto della provincia pisana, dove affollano a decine l’uno appartamenti di pochi metri quadrati. «Perché così si risparmia». Il viaggio sempre in treno, poi in autobus direttamente a piedi dalla stazione ferroviaria di Rosignano. Sotto temperature cocenti.
Proprio la settimana scorsa – durante un tavolo tecnico convocato a Livorno – la prefettura, insieme ai sindaci e alle forze dell’ordine, ha disposto una sorveglianza ancora più stringente sugli assi viari e alle partenze e all’arrivo dei treni mattutini. Uno degli obiettivi è anche quello di contrastare il commercio abusivo. Non è un mistero che le scorse estati, da Pisa, gli agenti della Polfer e il personale della protezione aziendale di Trenitalia abbiano pattugliato ininterrottamente sottopassi e convogli per evitare che i venditori ambulanti bob pagassero il biglietto. Controlli che ripetono quasi ogni anno.
In pochi, fra chi affolla gli arenili per cercare di piazzare la merce, abita infatti a Rosignano o Vada. Sono quasi tutti pendolari. Si muovono pieni di sacchetti della spazzatura. Ma non sono tutti quelli che hanno in spiaggia. Una buona parte della merce in vendita viene immagazzinata fra le dune a ridosso dell’arenile di fronte allo stabilimento della Solvay. Nascondigli che usano anche quando arrivano i controlli: sia della guardia costiera, sia della polizia municipale (che ora sta per debuttare pure con un fuoristrada), anche se chi frequenta la spiaggia sostiene di non averli mai visti all’opera, almeno quest’estate.
«Non ci hanno mai controllato», conferma un abusivo a patto dell’anonimato. Anche se, rispetto all’anno scorso, sono molti meno. A dirlo sia i dipendenti del bar all’ingresso della spiaggia, sia alcuni bagnanti che la frequentano abitualmente. Il cosiddetto “suq”, insomma, c’è. Ma è meno esteso rispetto alle ultime stagioni. «Questa non è gente che dà noia – li difende Mirko Ferri, nello staff del punto blu all’ingresso dell’arenile – Sono bravissimi ed educati. Purtroppo la legge dice che non lo possono fare, ma fra loro sicuramente c’è anche qualcuno di regolare. Sicuramente chi è qua fuori, lungo il sentiero che porta alla spiaggia, è abusivo. Sugli altri però non saprei con certezza».
Secondo quanto comunicato dal Comune di Rosignano lo scorso febbraio, le persone regolari, sarebbero solo quattro. O per lo meno erano in quattro. Perché ora – scorrendo anche l’albo pretorio dell’amministrazione – le richieste di mettersi in regola sarebbero molte di più. E alcune hanno già ricevuto parere positivo. Hicham, Hassane, Ousmane, Shafique, Hamid. Sono solo alcune delle persone che – stando ai documenti presentati all’amministrazione – stanno cercando di ottenere l’autorizzazione per poter vendere sugli arenili. Decine le richieste, ora al vaglio dell’ufficio pianificazione territoriale e demanio marittimo.
Alcuni degli ambulanti abitano in provincia di Pisa, a Pomarance. Altri nel Livornese. A qualcuno di loro il Comune ha dato il nulla osta per «la stagione balneare 2019 (dal Primo maggio al 30 settembre) dalle «otto alle 20, senza l’ausilio di mezzi meccanici o manuali quali, ad esempio, bancarelle mobili o carretti». In base a quanto si legge nei decreti, per tutti, è vietato «arrecare disturbi e molestie ai bagnanti». Alcuni lo fanno. Altri meno.
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