Gioco
Attore, ama i fumetti, è attivista antimafia Giacomo (dal Fermi) con tutti 10 in pagella
Il record del maturando di Donoratico: «Il momento più bello? La medaglia alle olimpiadi della Matematica e l’Aprocifo Dantesco»
L’intervista
GIORGIO CREATINI
Giacomo arriva timido, con la bellezza di un sorriso che solo i suoi 19 anni ancora da compiere possono dare. Capelli lunghi, occhi grandi per osservare il mondo. Sono usciti i quadri e lui, allievo di riferimento del Liceo Enrico Fermi di Cecina, ha collezionato un risultato che in pochi possono vantare in Italia: un sfilza continua e ininterrotta di dieci. Ovviamente il massimo dei crediti, come per ogni anno trascorso sui banchi del liceo scientifico. Un ragazzo capace di primeggiare in ogni tipo di competizione, dalla matematica alla fisica, passando per la metrica, il latino, la poesia e la storia. Già, perché Giacomo Giomi ha tutto fuorché l’attitudine del secchione: attore di teatro, impegnato nel sociale con Libera, appassionato di politica e manga. Un concentrato di energia e curiosità impossibile da riassumere in poche righe, capace di contare un palmares davvero incredibile e che ne fa indubbiamente uno dei migliori studenti del Bel Paese. Bastano poche parole, poi, per capire che la carta d’identità dice il vero, ma spesso mente. Giacomo, tutti dieci.
Un traguardo più unico che raro! Al di là del voto, cosa è per te la scuola?
« La scuola secondo me è una palestra per la vita. Non saprei come definirla altrimenti. Dovrebbe essere così a prescindere dai voti, che alla fine sì, sono importanti ma fino a un certo punto. È un posto dove confrontarsi con gli altri, siano essi studenti o professori, un posto per crescere e imparare. La cultura è l’unico mezzo per vivere al massimo la vita, per sviluppare una coscienza critica ed essere veramente padroni di noi stessi. La scuola serve a questo. E per me è stato un passaggio fondamentale, soprattutto per quanto riguarda gli anni del liceo. Non sarei la persona che sono adesso se avessi trovato un ambiente diverso da quello che ho trovato».
Il tuo percorso alle superiori è stato costellato da grandi soddisfazioni. Quali ricordi con maggior entusiasmo?
«Ne ricordo almeno quattro. Prima di tutto, l’Apocrifo Dantesco Anacronistico, concorso di scrittura che ho vinto lo scorso anno con grandissima soddisfazione e impegno. Sono molto fiero del mio elaborato, ci ho messo veramente il cuore, soprattutto avendo deciso di trattare un tema che mi è molto caro che è quello della Mafia e dell’Antimafia nella storia italiana. Poi, sempre lo scorso anno ho partecipato ad un concorso della Regione a tema Europa, con cui ho vinto una borsa di studio per un seminario organizzato dal Movimento Federalista Europeo. Devo essere sincero, ho partecipato quasi per caso e con nemmeno troppo entusiasmo, però è comunque un’esperienza che mi ha aperto diversi orizzonti riguardo alla politica e all’attualità, a cui comunque sono interessato. È stata importantissima nella mia formazione. Quest’anno invece ho partecipato, scelto dalla mia scuola tramite concorso, al “Treno della Memoria”, meravigliosa iniziativa della Regione e un’esperienza che ormai mi sono impresso nel cuore. È stato straziante, non dimenticherò mai il giorno in cui ho varcato i cancelli di Birkenau. Sono orgoglioso di aver potuto prendere parte a questo viaggio. E per finire, facile da ricordare perché molto recente, mi sono qualificato quest’anno alla fase nazionale delle Olimpiadi della Matematica, ottenendo una medaglia di bronzo per essermi qualificato fra i primi 150. Che dire, per me è stato un successo incredibile».
Il momento più emozionante?
«La medaglia vinta alle Olimpiadi. Non è un risultato così eccezionale a tutti gli effetti. Ma non mi sono mai visto come un ragazzo “da Cesenatico”, per così dire. Non pensavo che mi sarei mai qualificato per le nazionali, anche perché dalla nostra provincia di studenti ne passa uno solo per gli algoritmi di selezione. Fatto sta che solo qualificarmi è stata una grandissima soddisfazione, quando poi ho saputo di aver vinto addirittura la medaglia mi sono emozionato moltissimo. E soprattutto sono fiero di questa “vittoria” perché, venendo da un piccolo liceo di provincia, non ho avuto grandi occasioni per seguire corsi preparatori o allenarmi, quindi è stata tutta farina del mio sacco. Comunque ho fatto onore alla mia scuola, che mi ha sempre supportato. Sono il secondo studente del Fermi che si qualifica e il primo a portare a casa una medaglia. Insomma, una gran soddisfazione».
Inquadrarti è difficile. Hai veramente miliardi di sfumature. Cosa fai fuori dalla scuola? Quali sono le tue passioni?
«Mi dedico moltissimo al teatro, sono un “attore” da ormai quattro anni, principalmente con la scuola “Artimbanco” di Cecina, che per me è diventata una meravigliosa famiglia. Sport purtroppo non ne faccio, ho dei problemi di salute che ad un certo punto sono diventati incompatibili con lo sport. Comunque ho fatto basket per undici anni, non mi lamento. Poi per il resto mi dedico ai miei hobby: sono appassionato di modellismo, in primis robottoni giapponesi, guardo un sacco di cartoni animati, leggo fumetti, gioco ai videogiochi... diciamo che ho la fortuna di non dover stare tutto il giorno sui libri per ottenere i risultati che ho. Studierò in media una o due ore al giorno, dipende dalla giornata, a volte di più ma a volte anche meno. Chiaramente ora sto studiando moltissimo per la maturità, ma sono abbastanza tranquillo. Spero. Forse».
Giacomo, se ti dico futuro, u cosa mi rispondi?
«Eh, bella domanda... difficile. Nessuno sa per certo cosa gli aspetta. Ovviamente frequenterò l’Università, per questo ho le idee chiare per fortuna. Vorrei iscrivermi a Matematica a Pisa, e poi chissà, magari specializzarmi in Logica, ma questa per ora è solo un’idea. Per il resto, penso che proverò il test per la Normale, soprattutto perché, oltre all’ambiente incredibile, sarebbe un risultato fantastico per il prestigio della Scuola. Cercherò comunque di ottenere qualche borsa di studio, che farebbe davvero molto comodo a me e ai miei genitori. In ogni caso Pisa è eccezionale, quindi come ambiente culturale sarò sicuramente soddisfatto. E poi chissà... il futuro è incerto. Intanto penso a finire questa maturità, poi vedremo. Cercherò di cogliere le occasioni che mi capiteranno. Speriamo bene».
In bocca al lupo, Giacomo. La meglio gioventù. —
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