Attenzione
Spiagge Bianche, bagnanti tra i cantieri. Cumuli di sabbia destinati ad altri arenili
Cumuli di sabbia per il ripascimento. Il sindaco: manca solo un parere dell'Arpat, le analisi sono ok
ROSIGNANO. La sabbia delle Spiagge Bianche è utilizzata dal Comune di Rosignano per il ripascimento di tratti di spiagge libere tra Rosignano e la Mazzanta.
E questa, diciamolo subito, non è una novità. Da diversi anni si usa la sabbia prelevata dalla foce del Fine per portarla in quei tratti di costa in cui gli arenili, complice l’erosione, risultano più sguarniti. Semmai è da prendere in considerazione il fatto che, ad estate ormai iniziata, questa operazione non è ancora completata. E così, alcuni bagnanti che frequentano una porzione di Spiagge Bianche, non hanno potuto fare a meno di notare come nei pressi della foce e davanti a quella che un tempo era la vecchia discarica, siano presenti cumuli più o meno alti di sabbia pronta ad essere caricata e trasportata altrove. Soprattutto più a sud, tra Pietrabianca e il Tesorino, per intendersi. Bagnanti che si sono chiesti il perché di queste montagnole in una zona di balneazione, sebbene nei 100 metri a nord ed a sud del Fosso Bianco dove confluiscono gli scarichi della Solvay, sia in vigore da anni un divieto di fare il bagno.
L’area – come ci conferma il sindaco Daniele Donati – è soggetto ad un intervento per prelevare sabbia da destinare al ripascimento delle spiagge libere comunali. «Sono anni che il Comune di rosignano – spiega Donati – preleva sabbia dalla foce del fiume Fine. Naturalmente, come stabiliscono le normative in materia, la stessa sabbia è sottoposta ad indagini chimiche e batteriologiche. Indagini che sono già state eseguite e che hanno dato esito negativo». Dunque, questa sabbia può essere caricata è portata laddove manca.
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«Semmai – precisa il sindaco- da quest’anno la Regione Toscana prevede un ulteriore parere da parte dell’Arpat. Parere che stiamo aspettando». Questo spiega perché, ancora oggi, siano presenti cumuli di sabbia in questo tratto di arenile con l’area di cantiere, che dovrebbe essere interdetta ai bagnanti, delimitata da una recinzione arancione e da segnaletica a terra (come si evince dalle foto). Non tutte le spiagge libere, per la verità, vengono riempite con sabbia del Fine. A Rosignano Solvay, in zona Scoglietto e più precisamente davanti al palazzo ex Silt, il Comune acquista sabbia proveniente dal delta del Po’ che – ricorda Donati – ha caratteristiche volumetriche, organolettiche e di colore rispondenti a quel tipo di arenile. Una volta pronto il parere dell’Arpat, si partirà col ripascimento con i camion e le ruspe che – assicura il sindaco – lavoreranno di notte per limitare i disagi ai bagnanti.
Rimandato alla fine dell’estate, invece, l’intervento più corposo che interessa la Marina di Vada, già finanziato dalla Regione Toscana. Il tratto di arenile in questione è quello tra la foce del torrente Valle Corsa e il Fosso Circolare, la realizzazione di tre pennelli realizzati con massi naturali e 17mila metri cubi di sabbia per mettere il più possibile al sicuro quel tratto di litorale. Circa un milione e 800 mila euro l’investimento totale. Qui è già stata eseguita la bonifica dagli ordini bellici ma, a fine stagione, dovranno essere rimossi catenarie e corpi morti nello specchio d’acqua proprio davanti la marina vadese. Si prevede l’inizio dei lavori ad ottobre.
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