Italia
A Cecina previsti 200 parti in più l’anno Antonelli tranquillizza: «Siamo attrezzati»
Il primario: «Recupereremo il calo di nascite degli ultimi anni, senza avere il carico degli esami che resteranno a Piombino»
Tutte vogliono partorire a Cecina, si diceva non molti anni fa. È ancora vero? Sì, anche se il boom del nostro ospedale è leggermente in calo, almeno a vedere il numero delle nascite: erano 665 nel 2014, sono state 565 l'anno scorso. Cento in meno.
Una diminuzione del 15%, che va letta in parte in chiave livornese: sono più che dimezzate infatti negli ultimi anni le gestanti provenienti dal capoluogo, calamitate a sud soprattutto dalla presenza del primario Andrea Antonelli e di un altro ginecologo livornese Stefano Masoni (entrambi, peraltro, ora agli Spedali Riuniti, sebbene il primo a mezzo servizio con Cecina in attesa che arrivi il nuovo primario di viale Alfieri, che manca da 25 mesi).
I dati parlano chiaro: nel 2013 le donne livornesi “emigrate” a Cecina per partorire sono state 57, nel 2018 sono diventate 24.
In compenso adesso Cecina diventerà - anzi, è già diventata - riferimento per le gestanti provenienti da Piombino, San Vincenzo, Sassetta, Suvereto, Campiglia, Venturina e anche dal nord del grossetano, Follonica in primis: si pensi che nei primi 25 giorni di giugno - da quando sono esplose le criticità dell’organico della Ginecologia piombinese - all’ospedale di Villamarina hanno partorito soltanto in due. Le altre donne residenti in Val di Cornia (una decina abbondante) si sono spostate tutte a Cecina.
E a Cecina stanno già seguendo l’ultima fase del parto anche le nove donne della Val di Cornia che si trovano in questi giorni nelle ultime tre settimane di gestazione: a tutte è già stato preso l’appuntamento al reparto di Antonelli per il tracciato finale e spiegato che dovranno partorire a Cecina.
A PIOMBINO SOLO URGENZE
Come emerso in questi giorni infatti, a Piombino è garantito solo il cesareo d’urgenza, mentre tutte le altre donne - comprese quelle che si presentano in travaglio attivo, cioè in imminenza del parto - vengono trasferite a Cecina con un’ambulanza su cui viene fatta salire anche l’ostetrica.
«A CECINA SIAMO PRONTI»
La domanda nasce spontanea: ce la farà il reparto di Ostetricia di Cecina a reggere l’urto di una struttura - quella di Piombino - che nel 2018 ha eseguito 259 parti?
Il primario Andrea Antonelli è sereno: «Negli ultimi anni a Cecina abbiamo avuto decremento delle nascite, un calo fisiologico legato alla denatalità nazionale, a cui in parte probabilmente si è aggiunto il fatto che il reparto di Livorno sta funzionando bene e ha avuto un po’ di attrattiva nei confronti delle pazienti che prima si spostavano più volentieri a Cecina - spiega -. Adesso con i parti provenienti da Piombino risaliremo ai livelli di qualche anno fa, che già affrontavamo senza difficoltà. Avremo un aumento della natalità ma sulle nostre spalle non graverà un incremento dei servizi, perché questi saranno effettuati tutti a Piombino e quindi il personale che viene impegnato nei servizi su Cecina, non avrà necessità di implementarli». Antonelli si riferisce a tutti gli step legati ai nove mesi di gravidanza, visite, ecografie, analisi, escluso l’ultimo tracciato che come detto verrà sempre eseguito a Cecina.
niente aggravi su cecina
«A questo proposito - aggiunge Antonelli - voglio sottolineare che nel piombinese cerchiamo di ovviare alla criticità legata al punto nascita con un incremento notevolissimo di tutti i servizi sia ospedalieri che territoriali: in tutta la Val di Cornia fino ad oggi era presente un solo servizio di 6 ore a settimana di consultorio, dal primo luglio avremo 6 servizi a settimana di sei ore, l’attuale offerta di servizi si moltiplicherà per 6. Questo migliorerà la situazione in Val di Cornia e garantirà che non ci saranno aggravi su Cecina».
200 parti in piÙ
Per quanto riguarda l’incremento dei parti su Cecina il primario è convinto che sarà più basso rispetto ai 259 effettuati l’anno scorso a Piombino: «Saranno meno».
Nei primi cinque mesi di quest’anno - prima dell’emergenza - in effetti a Villamarina avevano partorito 63 donne, una media di 12 parti al mese che alla fine dell’anno - se fosse rimasto aperto il punto nascita - avrebbe portato a circa 150 nascite. Il motivo è che tante donne, una su tre dalla Val di Cornia (23 da gennaio a maggio), una su due dalla zona di Follonica (10 in totale), già in questo 2019 avevano scelto di partorire a Cecina.
E così una stima verosimile dice che i parti nel nostro ospedale potrebbero aumentare di circa 200 l’anno, un centinaio in più di qui a dicembre. Il nodo, per non oberare troppo l’Ostetricia di Cecina, sarà legato a se e quando il ministero darà la deroga perché a Piombino riapra il punto nascita e si interrompa l’esodo verso Cecina.
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