Il Tirreno

il funerale  

Corteo di ciclisti e amici in moto per l’ultimo saluto a Paolo Taddei

Michele Falorni
Corteo di ciclisti e amici in moto per l’ultimo saluto a Paolo Taddei

Tantissime persone all’addio al gioielliere morto in un incidente sul Romito. In chiesa il ricordo di due amiche

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CECINA. Amici e amiche di una vita salgono in silenzio le scale all’ingresso del duomo, ancora sconvolti dalla morte di Paolo Taddei, il gioielliere cecinese che la notte di venerdì 21 ha perso la vita in un incidente stradale sul Romito. Ieri pomeriggio, la chiesa era piena, e appena il feretro è stato posto davanti all’altare dai titolari dell’impresa funebre Frongillo c’è stato un momento di grande commozione.

«Oggi celebriamo la solennità del Corpus Domini – ha detto don Pietro Menciassi – senza dimenticare che siamo qui riuniti affinché Dio accolga la nostra preghiera e la nostra partecipazione al dolore della famiglia». Di Paolo, la cui salma è stata tumulata al cimitero di Cecina dopo che il corteo ha raggiunto la casa dove abitava a Palazzi, chiunque ricorda il sorriso e il buongiorno dato di prima mattina, quando poco dopo le 7 arrivava in centro per la colazione al bar Napoli e aprire il negozio a pochi passi dalla zona blu. Gli Amici del gas e i ciclisti del Mountain bike club ne hanno onorato la memoria presentandosi in piazza Duomo con le motociclette e le bici.

Silvia Nencetti e Rita Cavallini, amiche carissime, hanno letto parole toccanti, raccogliendo in frasi delicate i pensieri di chi, con Paolo, ha trascorso momenti belli, anche fosse un semplice caffè preso al volo un minuto prima di lavorare. «Ognuno di noi vorrebbe raccontare qualcosa di te, ognuno di noi vorrebbe dirti qualcosa e scambiare con te le ultime parole, alle quali tu risponderesti con una battuta, perché il tuo vivere era gioia, simpatia e immensa bontà. Ci mancherai a tutti! Non ci scorderemo del tuo Gioele e di Cristina, a cui doneremo sempre il nostro più grande affetto. Addio Paolo!» Passi scritti con il cuore per il figlio e la moglie, composti nel giorno del dolore più grande, stretti dall’abbraccio di chi vuole loro bene.

«Accogliamo l’invito del Signore – ha proseguito il parroco – a guardare oltre la realtà dell’umana sofferenza, chiedendo aiuto per ricevere coraggio. Ora Paolo appartiene alla casa del Padre, ma Gesù è venuto tra noi per salvarci, confortandoci con la sua parola e accogliendoci nell’eternità». Fuori dalla chiesa, i motociclisti e i compagni delle passeggiate in bici attendono pazienti che il corteo si muova e raggiunga Palazzi, dove Paolo viveva, per l’ultimo saluto. —

Michele Falorni

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