Sicurezza
«Serve qualcosa di eclatante per rilanciare tutta l’area»
Parla la signora De Ninno, titolare dell’oreficeria Marivera, celebre negozio di Rosignano «Centri commerciali e internet hanno dato il via a questa crisi»
ROSIGNANO. In 29 anni di attività sulla via Aurelia, al numero 377, più altri 16 in piazza del Popolo, la signora Marivera De Ninno di negozi chiusi ne ha visti veramente tanti. Lei è la titolare della celebre oreficeria Marivera, una vera e propria istituzione per tutta la città di Rosignano. Per quasi mezzo secolo ha venduto collane, orecchini e gioielli un po’ a tutti, ma mai si sarebbe aspettata di arrivare a questa situazione. «Ho visto con i miei occhi la situazione che precipitava, ma non mi sarei mai immaginata che ci saremmo trovati con tutti questi negozi chiusi. Da una quindicina d’anni a questa parte, però, c’è stato un vero tracollo, con le serrande che vengono abbassate di continuo».
Sono tante le possibili cause che hanno prodotto questa situazione, ma per la signora Minerva i motivi sono altri. «La colpa non è del senso unico, della pista ciclabile, della chiusura del passaggio a livello o di altre decisioni che sono state prese dall’amministrazione. È il trend che è cambiato. Prima i centri commerciali, poi l’arrivo di internet hanno portato le persone a spendere i loro soldi in maniera differente e perciò i negozi di quartiere sono spariti».
Difficile, dunque, trovare il bandolo della matassa e riattivare il commercio. «È un cane che si morde la coda. Se un negozio chiude mette in difficoltà anche gli altri che sono nella zona perché il passaggio diminuisce». Una cosa è certa, Rosignano deve tornare ad attirare i turisti. «Su questo dobbiamo lavorare molto. Il nostro territorio prima viveva di turismo e aveva un passaggio continuo di persone, soprattutto in estate. Bisogna tornare a essere un polo turistico, è l’unica maniera per riattivare il commercio». Secondo la titolare dell’oreficeria Minerva solo con iniziative, feste e manifestazioni ricreative si potrà rianimare il centro di Rosignano.
«Serve qualcosa di grosso, di eclatante, direi. Il centro deve vivere attraverso feste e manifestazioni che attirino persone da fuori, altrimenti anche chi vive qui è portato ad andare altrove. I giovani, per esempio, devono essere incentivati a rimanere e ad aprire attività a Rosignano». Pur essendo una delle attività più famose sul territorio, la signora De Ninno ha vissuto sulla sua pelle il peso della crisi. «Ho iniziato in piazza del Popolo e ho lavorato lì per 16 anni. Poi da 29 sono qui, sulla via Aurelia al numero 337. In questi anni abbiamo avuto anche 4 negozi, adesso è rimasto solo questo. Andiamo avanti, ma facciamo fatica». E, secondo lei, non è neanche una questione legata al costo dei fondi. «Quando c’era un buon flusso di persone, i costi degli affitti erano ugualmente alti. Eppure le saracinesche erano tutte aperte. Se i clienti non ci sono più, i fondi chiudono». —
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