Il Tirreno

«La pista ciclabile non è un optional oppure il Comune è inadempiente?»

Benito Gragnoli (*)

Il capogruppo consiliare della lista La Svolta attacca la sindaca Sandra Scarpellini 

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l’intervento



È stata aperta la pista ciclabile che dalla rotonda del Cavallino Matto porta all’inizio dell’abitato di Marina di Castagneto. Anche se avremmo ritenuto più utile, per la sicurezza della circolazione, ripristinare un ponte carrabile sul Fosso dei Mulini, l’amministrazione ha ritenuto di fare una scelta diversa e in fondo dobbiamo riconoscere che si tratta pur sempre di un miglioramento, alla vigilia della stagione estiva, della viabilità di accesso alla frazione. Quel che ci lascia perplessi è però la timidezza con cui la nostra sindaca dà notizia della avvenuta apertura e ne “consiglia” l’utilizzo affidandosi alla buona volontà dei ciclisti. Ma le piste ciclabili non si scelgono, bensì sono obbligatorie, come ci ricorda un preciso articolo (il 182) del Codice della strada: “I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono”. La sindaca va anche oltre: non solo aggiunge che i ciclisti che continueranno ad usare la strada provinciale “non sono sanzionabili” – nonostante la previsione contraria del codice della strada – ma precisa che anche sulla pista in terra battuta che costeggia il Cavallino matto potranno continuare a transitare sia pedoni che ciclisti. Non vogliamo né ci auguriamo che i ciclisti vengano sanzionati, ma è la sicurezza delle persone che ci preoccupa. La possibilità che su tre percorsi paralleli possano transitare, in sedi stradali a loro scelta auto, bici e pedoni appare contraria all’esigenza di maggiore sicurezza che le piste ciclabili si propongono. Quindi, se il percorso recentemente aperto è una pista ciclabile con le precise caratteristiche previste dalla legge, è di lì che devono passare le bici, che hanno diritto di averla tutta per loro, mentre le auto potranno stare tranquille che, essendoci una pista ciclabile, non troveranno ciclisti sulla loro careggiata. Se poi il mancato obbligo fosse dovuto alla volontà dell’amministrazione di aprire la strada senza adempiere alle necessarie prescrizioni previste dal fatto che la strada provinciale e la pista ciclabile sono a tutti gli effetti due strutture separate e distinte, sarebbe il caso di dirlo chiaramente, senza nascondersi dietro una tolleranza di facciata. Allo stato attuale la pista sembra essere solo una comoda agevolazione per chi voglia raggiungere i campeggi, ma i residenti e gli altri turisti subiscono il disagio di lavori in corso di cui non si intravede la fine. —

(capogruppo di La Svolta)

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