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Piombino chiude il punto nascita: dalla Val di Cornia si partorirà a Cecina
L’allarme sulla chiusura del punto di nascita di Piombino si sta trasformando in realtà: già nei prossimi giorni (ci sarebbe già una data, quella di venerdì prossimo 21 giugno) il reparto cesserà di fatto la sua attività come fin qui era conosciuta, col trasferimento delle sue funzioni all’ospedale di Cecina.
Se da mesi si paventava la chiusura, secondo fonti qualificate la direzione dell’Asl avrebbe preso la decisione in questi giorni in relazione alla mancanza di medici che avrebbe reso l’attività – già ridotta, con i parti a rischio dirottati da qualche tempo a Cecina – praticamente impossibile.
Resterebbe solo un presidio nelle ore diurne con un solo ginecologo e con una reperibilità notturna, ma sparirebbe da subito anche l’osservazione breve ostetrica.
Sul provvedimento ci sarebbe l’impegno a una verifica della situazione a settembre, ma è ovvio immaginare le difficoltà di una marcia indietro.
La chiusura troverebbe le sue ragioni nella conclamata semiparalisi del reparto, che peraltro rischia la chiusura ormai da 20 anni, e andato avanti nel tempo nonostante le previsioni ministeriali che per il mantenimento dell’attività fissano la soglia dei 500 parti all’anno (nel 2018 a Villamarina sono nati 259 bambini).
Ma il problema, al di là della scarsità di nascite, è legato da tempo alla carenza delle necessarie figure professionali, via via venute a mancare.
Il tema aveva infiammato anche la campagna elettorale, con un acceso confronto tra il centrosinistra guidato dalla candidata a sindaco Anna Tempestini che aveva rivendicato di aver comunque mantenuto il reparto nonostante le previsioni di legge e le difficoltà, e il centrodestra che con Francesco Ferrari, aveva rappresentato la fuga di professionisti, la grande sofferenza di reparti e servizi ospedalieri, come ginecologia e ostetricia, giudicando «vicinissimo alla chiusura il punto nascita».
Proprio in mezzo alla campagna elettorale Maria Letizia Casani, direttore generale della Asl, aveva rassicurato sulla continuità del servizio all’ospedale di Villamarina, spiegando lo scorso 5 giugno che «per assicurare la copertura dei turni, in particolare nei mesi estivi, il direttore sanitario ha già inviato a tutti i primari ginecologi della Asl Nord ovest, una richiesta di collaborazione. E comunque – aveva concluso – metteremo in atto tutte le azioni possibili, anche straordinarie, per reperire i medici necessari a garantire il funzionamento del reparto».
Ora invece arriva questa accelerazione: dalla Val di Cornia si verrà a partorire a Cecina. —
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