Il Tirreno

edifici pubblici 

Il Forte di Bibbona torna a nuova vita

Fabrizio Cavallini

Inaugurato Bios, museo che ospita rocce, fossili e minerali Nei locali della struttura anche la sede estiva della Pro Loco 

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BIBBONA. Conclusa la ristrutturazione dei sei locali al piano terreno dell’edificio, al Forte di Marina Bibbona c’è stata l’inaugurazione del museo Bios e della succursale “balneare” della Pro loco di Bibbona. Il materiale del museo è accolto in 19 teche donate dall’industriale Luca Boncompagni, titolare dell’Officina bigiotteria italiana che crea accessori esclusivi per l’alta moda. Tutti i prodotti dell’azienda - leader nella lavorazione dei metalli nobili – nascono nello stabilimento di Firenze, al centro del distretto della moda dove Obi opera da oltre cinquant’anni. Un distretto molto importante che dà lavoro a circa 12mila persone e fa il 40% del Pil toscano e il 12 di quello italiano. Boncompagni, innamorato di Bibbona, aveva di recente acquistato eppoi restaurato la Rocca, nel centro storico del capoluogo. Anche lui presente - con la famiglia - all’inaugurazione assieme al sindaco Massimo Fedeli e al suo vice Simone Rossi, al presidente e al consigliere Pro loco Giovanna Peccianti e Marco Burgassi, al direttore di Bios Glauco Baldassari, all’assessore Mulè, ai consiglieri comunali Cresci, D’Amato, Mansani, Pacchini e Rugo. Prima del taglio del nastro Fedeli ha ringraziato la Pro loco per aver svolto lavori importanti all’interno della struttura; per l’aspetto culturale, scientifico e gestionale Baldassari, oltre Boncompagni per la donazione. «Una bella giornata per la comunità di Bibbona», ha poi concluso il primo cittadino. Nelle teche (alcune ancora in allestimento) dei cinque locali espositivi in bella mostra - a spiegarla, il direttore - conchiglie dell’arcipelago toscano e di Bibbona (costruita su un grande do marino risollevato), minerali dell’Elba, di Niccioleta, Campiglia…, numerosi tipi di rocce. E ancora vari materiali che vanno dagli 800 ai 400 milioni di anni fa, conchiglie, crostacei marini. Uno dei pochi ritrovamenti di dinosauro. Conchiglie fossili rinvenute nelle colline pisane. Rettili di 220 milioni di anni fa ricostruiti dalle ossa e dalle impronte. E ancora strumenti utilizzati dai nostri antenati, molti ritrovati in zona. Reperti dall’ultima glaciazione fino all’era moderna. Fino ad una serie di crani dalla prima scimmia antropomorfa alle più recenti di 8mila anni fa.

Nel sesto locale del Forte tanti scaffali con la produzione bibbonese, perlopiù vino, olio, conserve alimentari. Burgassi: «L’80% dei prodotti locali sono collocati in questa stanza, le eccellenze». Scopo «valorizzarli, farli conoscere, renderli fruibili ai visitatori e realizzare un minimo di economia per mandare avanti la baracca. Ciò, nell’interesse di tutta la comunità. E non in concorrenza con gli altri commerciati, ma una piccola impresa per garantire appunto risorse per le spese e per reinvestire nel territorio. E’ prevista l’assunzione inizialmente di un addetto all’emporio, che ha i prodotti in conto vendita, per mantenere la continuità del servizio. Tutti i nostri progetti li sottoponiamo all’Amministrazione comunale, con la quale collaboriamo. Ed è grazie ad essa e all’aiuto di alcune realtà imprenditoriali che è stato reso possibile tutto ciò». —

Fabrizio Cavallini

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