Gioco
Raccolta firme per l’ascensore «Aiuta i soccorritori a salvare le vite»
L’unico impianto presente ai Bagni Italia è sotto sequestro Un bagnino: «Quel bimbo lo abbiamo portato noi a piedi»
CASTIGLIONCELLO. «Scusi può scriverci lei il testo e noi pensiamo a raccogliere le firme?». Così tre residenti, tutte donne, si sono rivolte alla sottoscritta ieri mattina. Castiglioncello è una grande e rinomata località turistica, ma anche una piccola frazione dove tutti conoscono tutti. Il tema della sottoscrizione è l’ascensore alla baia del Quercetano. Ha colpito nel cuore, nell’anima, la vicenda del ragazzino di 14 anni che, facendo un tuffo in mare, ha battuto la testa finendo in terapia intensiva e che a braccia è stato trasportato lungo la scalinata su per le scale d’accesso alla baia.
Una vicenda che ha scosso umanamente e che sta tenendo l’intera comunità con il fiato sospeso. Il tema di realizzare un ascensore per raggiungere la baia del Quercetano va avanti da vent’anni. E oggi è ancora più cocente. Lì ci sono sei stabilimenti e due spiagge libere, una tra i bagni Nettuno e i bagni Roma l’altra tra i bagni Aurora e i bagni Quercetano; qui c’è una scogliera, quella sotto il Godilonda, a libero accesso. Praticamente le uniche e poche zone a libera fruizione nel centro di Castiglioncello. Una baia che attira per la bellezza delle sue acque, del suo contesto ambientale, migliaia di turisti in estate.
Eppure, per raggiungere quella spiaggia dorata, residenti e turisti debbono scendere, ma soprattutto risalire, un centinaio di scalini. Scalinate pubbliche, come terrazze che si aprono tra cielo e mare, come quella di via Godilonda, particolarmente impervia, scavata nella roccia. O come quella realizzata a metà di via del Quercetano, tra i bagni Aurora e la spiaggia libera. Anche l’ultima scalinata, quella accanto ai bagni Quercetano, non è tra le più agevoli. Quello dell’ascensore è un problema legato alla velocità dei soccorsi ma anche alla possibilità che persone anziane, disabili, famiglie con bambini piccoli, possano raggiungere la spiaggia. «Ho sentito il ragazzo che gridava – racconta Ranieri Chiti bagnino ai bagni Italia – e mi sono precipitato per portare aiuto. Non appena arrivati i soccorsi il ragazzo è stato messo su un barella rigida. Poi a braccia, eravamo almeno in sei, abbiamo fatto le scale per portarlo su. Un’operazione che mi è apparsa lunga e che poteva essere svolta in pochi minuti se sulla baia vi fosse stato un ascensore». «Per la baia occorre un ascensore – dice Claudia Lami dei bagni Aurora – per consentire i soccorsi in caso di emergenza. Molto spesso il mare è mosso ed i soccorsi via mare arrivano con difficoltà e a rilento. Occorrerebbe un ascensore adeguato per barelle ma anche per le carrozzine utilizzate dai disabili. Tutti gli stabilimenti balneari della baia devono munirsi di sedia galleggiante destinata appunto ai disabili e devono avere un percorso che dalla battigia arrivi fino al mare». «Inutile dire – dice Sergio Giannetti, conosciuto a Castiglioncello come Denis – un ascensore ci vuole sia per i casi di emergenza ma anche per le persone con disabilità». Nessuno fa riferimento esplicito all’ascensore che doveva essere realizzato ai bagni Italia all’interno di un progetto di restyling dello stesso stabilimento balneare e che nel 2017 è stato bloccato dall’autorità giudiziaria. Non è importante chi debba costruire questo mezzo che potrebbe azzerare i 23 metri di dislivello tra via del Quercetano e la baia sottostante. L’importante è trovare una soluzione. «Qui oltre agli stabilimenti balneari – dice Giorgio Bontà dei bagni Roma – ci sono le spiagge libere molto frequentate. Bisognerebbe metterci tutti d’accordo, parlare con l’amministrazione comunale e trovare una soluzione. Se c’è da dare una mano noi ci siamo». «Potrei raccontare tanti casi che in questi anni sono capitati – dice Andrea Nacci dei bagni Nettuno – abbiamo aiutato i volontari dei mezzi di soccorso portando a braccia le persone su per le scale. Un ascensore sarebbe importante per velocizzare i soccorsi ma anche per garantire l’accesso ai disabili o alle persone che hanno difficoltà motorie. Tutti i bagni debbono essere attrezzati per i portatori di handicap. Ma come è possibile far raggiungere la baia a queste persone?» —
Alessandra Bernardeschi
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