Sicurezza
«Ora gli enti locali utilizzino i beni confiscati a Fedele»
CASTAGNETO. Domani il presidio di Libera “Rossella Casini” di Castagneto Carducci/San Vincenzo festeggerà i suoi 5 anni di impegno e attività e lo farà proprio davanti ad uno dei beni confiscati in questione, un ex panificio nella zona artigianale sud di Donoratico. Con l’occasione farà tappa a Donoratico “Onda Libera” il tour sui beni confiscati in Toscana organizzato da Libera regionale e dalla Regione Toscana. L’appuntamento è alle 18 in via del Mercato a Donoratico. Alle 19,30 l’incontro proseguirà al Circolo Arci con un’apericena e le musiche e canzoni degli On the mend (Daniele Pistocchi e Valentina Cantini).
«Le parole scritte dai giudici della Corte d’Appello di Firenze - scrive Libera - e riprese da quelli della Corte di Cassazione (sentenza del 3 aprile scorso) sono esplicite: quei 29, tra immobili e terreni di Michelangelo Fedele e dei suo familiari vanno confiscati per la dimostrata “sproporzione tra redditi e disponibilità. Ciò su cui siamo tutti chiamati a riflettere, a partire dall’occasione di “Onda Libera”, è su come sia stato possibile che una tale rete criminale si sia inserita in comunità come le nostre». «Se, infatti - prosegue l’associazione - la Magistratura è arrivata, per la prima volta, a stabilire la confisca definitiva di un patrimonio di circa 3 milioni di euro, è tutta da comprendere la storia di un così consistente accumulo illecito di ricchezza. Certamente la condanna (in primo grado) dello scorso anno a 12 anni di reclusione per usura aggravata può offrire importanti informazioni su metodi e strategie usuraie, che sono state attuate in queste zone per lungo tempo. Uno degli elementi più significativo di questa vicenda è stata, fino ad oggi, la grande difficoltà a denunciare da parte della maggioranza delle vittime». «Una risposta importante in questo senso sarà l’impegno dei Comuni nella gestione a fino sociali dei beni confiscati. Un percorso articolato, con delle regole ben precise, che può restituire alle comunità ciò che comportamenti illegali e criminali ha loro sottratto. Il Codice Antimafia prevede proprio che attraverso l’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati gli enti locali possano manifestare il loro interesse alla gestione di immobili, terreni e aziende confiscate, presentando progetti di riutilizzo a fini sociali». —
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