Il Tirreno

Caso posidonie, lite tra comuni

Manolo Morandini
Caso posidonie, lite tra comuni

Guerra fra Castagneto e San Vincenzo, sull'interramento decide il Tar

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CASTAGNETO. Il tour della posidonia finisce al Tar della Toscana. Il materiale vegetale, spiaggiato nell’inverno 2018 sul litorale di San Vincenzo e finito interrato a maggio di quell’anno all’interno delle trincee scavate su un tratto di spiaggia di competenza del Comune di Castagneto Carducci, fa litigare le due amministrazioni comunali. Non si trova la quadra. A vuoto anche il tentativo di chiudere la querelle in via precontenziosa.

E così l’ente sanvincenzino si rivolge ai giudici amministrativi per l’annullamento della sanzione amministrativa emessa a suo carico dal fronte castagnetano, che contesta una violazione urbanistico-edilizia. Un atto dovuto, con un conto che tirate le somme rischia di superare la cifra della sanzione. Stando a quanto documentato negli atti, il Comune di San Vincenzo ha già sborsato 5. 551 euro. È questo l’importo della parcella dell’avvocato Enrico Amante del Foro di Firenze che ha accettato l’incarico di rappresentare l’amministrazione comunale nella fase precontenziosa avviata dal Comune di Castagneto Carducci. Adesso allo stesso legale di affida il ricorso al Tar, il preventivo è di 2. 500 euro oltre Iva e oneri di legge. Ma c’è poco da fare.


La neo giunta comunale il 7 giugno lo mette nero su bianco nella delibera 155: "L’amministrazione comunale non intende pagare alcuna sanzione amministrativa e sussistono i presupposti in fatto e in diritto per impugnare innanzi al Tar della Toscana il provvedimento". Riavvolgiamo il nastro. L’intervento di interramento arriva in scia al nulla osta chiesto dall’amministrazione di San Vincenzo al Comune di Castagneto che dà il benestare il 20 aprile 2018. Un lavoro analogo è stato fatto a maggio 2016, quando vennero interrati circa 8. 000 metri cubi di alghe. Si scavano le trincee larghe 10 metri, profonde 1, 50 metri e lunghe 800 e 300 metri per poi ricoprirle con uno strato di 50 centimetri di sabbia. Operazione a cui sono seguiti dopo un anno i campionamenti dell’Ispra, in cui è stato messo in luce che oltre a trattarsi di un’operazione a norma di legge non sono emersi parametri ambientali fuori norma. A maggio 2018 sull’area di cantiere viene chiamata la municipale di Castagneto.

Gli agenti avrebbero accertato che le trincee sono fuori dalle misure autorizzate e realizzate senza la necessaria comunicazione di avvio dei lavori. Sta in questi confini la querelle che contrappone le amministrazioni comunali di San Vincenzo e Castagneto, con possibili ricadute anche sulla ditta che ha realizzato l’operazione. Il caso toccando la materia urbanistica e le norme edilizie è finito anche sul tavolo della Procura della Repubblica presso il tribunale di Livorno.

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