Toscana
Donati, il bancario timido si prende Rosignano: bacio alla moglie dopo la vittoria
La storia politica del nuovo sindaco inizia con la nascita del Pd Ad appoggiarlo tre liste civiche, mix di volti nuovi e vecchi
ROSIGNANO. Scoppia in un applauso quasi liberatorio la sede del Partito Democratico in piazza Risorgimento a Rosignano Solvay. Dopo la tensione delle ultime settimane, dopo un ballottaggio incerto fino all’ultimo Daniele Donati, vicesindaco uscente della giunta guidata da Alessandro Franchi, sarà il nuovo sindaco del Comune di Rosignano. Il candidato del centro sinistra appoggiato dalle liste Sinistra Unita, “In Comune” e “Viviamo Rosignano” stavolta si lascia andare. Il primo abbraccio, il primo bacio è per la moglie Rosi. L’applauso liberatorio è giunto dopo i risultati dei circa due terzi dei seggi, quando ormai la distanza con la candidata del centro destra era acclarata. Tre bottiglie di spumante, baci e abbracci.
«Ma da domani si lavora»,dice Donati che promette: «da qui partiamo per costruire e lavorare ad un programma che va ampliato tenendo conto dei suggerimenti che abbiamo avuto dai cittadini. Non partiamo da zero ma dobbiamo rilanciare con aperture sul progetto politico».
Rosignanese doc, 55 anni il prossimo settembre, figlio di agricoltori (babbo Francesco originario dell’Aretino e mamma Giuliana, vadese) che poi hanno aperto un negozio di frutta e verdura a Rosignano Solvay . Una bottega dove lui, fin da studente, dava una mano. Donati ha sempre saputo di non essere considerato uno di quei politici effervescente; uno di quelli, come si dice in gergo “che spacca il video ”. Ma della sua riservatezza e serietà, “serio ma non serioso” come lui stesso si è definito, ha fatto il suo cavallo di battaglia. Elementari a Rosignano, scuole medie Giovanni Fattori, quindi la scelta di iscriversi all’Istituto commerciale Cattaneo di Cecina.
Un’infanzia trascorsa al mare, a zonzo in bicicletta nella pineta di via Aldo Moro con gli amici di sempre. Finita la maturità, data il 23 luglio del 1983, dopo alcuni concorsi è stato assunto nella sede centrale della Cassa di Risparmi di Volterra, per poi passare alla filiale di Cecina. Adesso è analista Fidi, dipende dall’ufficio credito della direzione generale.
Non fa mistero che gli piacerebbe terminare gli studi universitari. Gli ultimi anni a Volterra, Daniele Donati si era iscritto a Scienze politiche a Pisa. Dopo due anni si è trasferito a Sociologia ad Urbino. Quindi gli impegni di lavoro e la nuova avvenuta intrapresa alla Pubblica Assistenza, lo hanno portato a mollare l’Università.
Un’esperienza quella alla pubblica Assistenza che, come lui stesso ammette, è stata formativa: «mi ha insegnato ad ascoltare». Tre gli hobby principali: il volontariato nel campo socio sanitario del quale si è occupato per anni; la lettura: saggi, libri di storia ma anche i testi di narrativa e classici; le passeggiate sul territorio. Con il pallino del giornalismo tanto che quando era vicepresidente della Pubblica assistenza di Rosignano, dall’87 al ’95 (poi è stato 13 anni presidente), ha fondato un notiziario dell’associazione e per alcuni anni è stato anche iscritto all’ordine dei giornalisti, come direttore temporaneo della pubblicazione.
Daniele Donati non si è avvicinato presto alla politica attiva; di fatto la prima tessera l’ha presa quando è nato il Partito Democratico. Poi le due legislature a fianco del sindaco uscente Alessandro Franchi dove ha svolti gli incarichi di assessore al bilancio, all’ambiente nonché l’incarico di vice sindaco. Da qui la scelta del Pd di candidarlo a sindaco di Rosignano. Una scelta appoggiata da tre liste civiche compresa quella dell’assessore uscente al turismo Licia Montagnani. A parte alcuni nomi noti, nella lista del Pd ha voluto persone nuove e giovani. Non parla molto della famiglia e se lo fa esce fuori la sua timidezza. Una famiglia che ha voluto lasciare fuori dalla corsa a sindaco anche se, la moglie Rosi, sposata il primo maggio del 1997 è stata molte volte presente ai suoi dibattiti. Si schermisce e abbassa lo sguardo quando parla dei loro due figli Niccolò e Davide.
Da domani Daniele Donati vestirà la fascia tricolore e sarà chiamato a guidare, per altri cinque anni, un territorio con molteplici problematiche ancora da risolvere.
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