Sicurezza
Non si scaverà al Gozzone, il Tar dà ragione al comitato
Rosignano, annullata la delibera della Provincia, ok al ricorso di agriturismi, Cia e Coldiretti. No al nuovo giacimento estrattivo. Anche il Comune non l’aveva previsto
ROSIGNANO. Gozzone, vince il comitato. Vincono cittadini, agricoltori ed ambientalisti. Niente cava e, salvo sorprese, qui non si estrarrà mai argilla. Intanto arriva un pronunciamento del Tar – sentenza pubblicato il 4 giugno – con cui il Tribunale Amministrativo accoglie il ricorso presentato da Coldiretti, Cia, Azienda turistica Carapellese e Wwf contro la delibera del consiglio provinciale di Livorno che il 10 giugno 2014 approvava il Piano delle attività estrattive individuando un nuovo giacimento in località Gozzone, un’area di campagna tra Castelnuovo e Gabbro. E cancella questa localizzazione dal Piano. La cui competenza (quella delle aree estrattive), nel frattempo, è passata alla Regione che ha già scartato questa previsione.
Per il comitato di Salvaguardia Sviluppo del territorio e Occupazione, nato nel luglio di 5 anni per opporsi alle trivelle nella nuova area, necessaria per dare continuità all’attività della Fornace Donati, è un successo. La vicenda ha vissuto sino a qui una serie di contraccolpi e battaglie legali, anche perché il Comune di Rosignano – parte in causa che tuttavia non ha mai adito ad azioni contro la Provincia scegliendo di sciogliere il nodo attraverso un percorso istituzionale – dopo il via libera della Provincia ha chiesto alla regione l’apertura di una conferenza paritetica per sciogliere il nodo. Del resto la previsione della cava del Gozzone – ricorda oggi il sindaco Alessandro Franchi – nel piano delle attività estrattive contrastava con le previsioni del vecchio regolamento urbanistico e non fa parte neppure del nuovo. Nel frattempo il comitato ha manifestato più volte, organizzando sit in ed iniziative di protesta nell’area, a tutela del paesaggio e dello sviluppo agrituristico. Il 22 dicembre 2014 la Conferenza si è pronunciata e ha dato ragione al Comune: infatti, la Conferenza all’unanimità ha riscontrato il contrasto tra la previsione del Paerp e il Piano Strutturale del Comune ed inoltre ha stabilito di individuare siti alternativi per l’apertura di nuove cave di argilla.
Decisione che ha innescato il ricorso della Laterizi Donati e dei proprietari del podere Gozzone, poi rigettato dal Tar. Ma i titolari della fornace non si sono fermati e si sono opposti anche al consiglio di stato presso cui pende questa causa. In questo intreccio di contese legali arriva in questi giorni il parere del Tar Toscana la cui seconda sezione accoglie il ricorso ed annulla la previsione in cui si individua l’area del Gozzone come nuova cava. —
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