Il Tirreno

Dasvidania, i russi lasciano la nostra costa: «Amano il grande lusso che qui non c’è»

Anna Cecchini
Dasvidania, i russi lasciano la nostra costa: «Amano il grande lusso che qui non c’è»

I titolari di hotel e stabilimenti di Castiglioncello, ma anche i negozianti: «Tante presenze alcuni anni fa, poi sono sempre diminuiti»

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CASTIGLIONCELLO. «Venivano intere famiglie, erano curatissimi e spendevano tanto. Ricordo che capitava che comprassero anche quattro o cinque zaini insieme, e poi tanti gadget e materiali di cartolibreria. Ma si parla di almeno quattro anni fa, da un po’ di tempo il fenomeno è calato». Parla dei turisti russi Romana Callai, dell’omonima tabaccheria lungo la via Aurelia a ridosso della piazza di Castiglioncello, e spiega che dopo il boom iniziale, quando alcuni magnati dell’est hanno acquistato splendide ville sul lungomare tra Castiglioncello e Chioma, da Mosca sono arrivati sempre meno visitatori. Perché se l’ex villa Pontello, ma anche l’immobile dell’ex hotel Godilonda e tante altre splendide dimore affacciate sul mare della Perla sono passate in mano a ricchi imprenditori russi, alcuni anni fa a Castiglioncello era frequente imbattersi anche in famiglie e gruppi di turisti in arrivo da Mosca. Fenomeno che secondo gli addetti ai lavori sta quasi scomparendo. A rendersene conto sono stati soprattutto i gestori degli alberghi. «Sette o otto anni fa i clienti russi c’erano - dice Gianluca Paoletti dell’hotel Tirreno -, addirittura ricordo di una signora di Mosca che è venuta almeno tre o quattro estati di seguito. Il fenomeno però è molto calato, secondo me perché, a parte le bellezze del luogo, loro cercano il lusso sfrenato e i negozi con le grandi marche».

Gli fa eco Fulvia Biondi, dell’hotel Atlantico, che spiega come «io ho clienti russi che restano un mese ogni estate, ma sono pochi e soprattutto sono turisti particolari. Si sono affezionati al mare pulito, alla tranquillità, e magari qui hanno alcune amicizie». Insomma chi cerca i grandi brand non sceglie la Costa etrusca.. La pensa così anche Alessandro Nelli, del negozio di abbigliamento Serendipity, in piazza della Vittoria: «I russi in genere amano le griffe internazionali. Io non ho mai avuto molti clienti in arrivo dall’Est, se non quelli che preferiscono uno stile di abbigliamento meno convenzionale». Che il fenomeno di turisti molto abbienti in arrivo dalla Russia sia calato lo confermano anche Vanessa Guidi (Profumo di Vane) e Valentina Taffi (La boutique dei bambini): «Anni fa uscivano dai negozi con buste colme di vestiti, adesso non c’è quasi più quel tipo di clientela».

Prova a spiegare come è cambiata la presenza di un turismo di élite anche Elena Di Capua, titolare del bar Ginori: «In passato è capitato che turisti russi facessero grosse spese, magari facendo qui da noi il rifornimento dell’intera cantina. Adesso è diverso, anche i russi sono turisti “normali”. Certo si tratta di benestanti, ma la situazione è cambiata».

Anche negli stabilimenti balneari, negli ultimi anni, la presenza di clienti in arrivo dall’ex Unione sovietica è calata. Come spiega anche Roberto Daddi, del bagno Tahiti, «da qualche anno arrivano famiglie medie, diciamo borghesi, e comunque sono sempre meno».
 

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