Il Tirreno

Ballottaggio a Cecina: fair play e famiglia i candidati e le ola dei supporter

Maria Meini
Ballottaggio a Cecina: fair play e famiglia i candidati e le ola dei supporter

Cecina, il dietro le quinte del confronto tra Lippi e Pazzaglia

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CECINA. Nervosi ma non troppo i candidati sindaco arrivano in perfetto orario al confronto - l’ultimo prima del ballottaggio - organizzato dal Tirreno al Palazzetto dei congressi. È un bel pomeriggio di sole, ma la sala è già piena mezzora prima dell’inizio. Tanti sostenitori di Lippi e Pazzaglia, alcuni a gruppetti, altri sparsi. Alcuni supporter più accaniti, un po’ di ola alle risposte più “frizzanti”, ma come al confronto che precedette il primo turno l’andamento del dibattito è improntato al rispetto. Promossi in fair play entrambi i candidati. In sala c’è una delegazione della Lega capitanata dalla sindaca di Cascina, appena eletta al Parlamento europeo. Accompagnata dal neo deputato Manfredi Potenti siederà accanto al consigliere Lorenzo Gasperini in mezzo al pubblico fino a metà dibattito. E sarà protagonista di un siparietto con Samuele Lippi. Il candidato del centrosinistra difende il porta a porta - osteggiato da Pazzaglia - e rivolgendosi alla Ceccardi cita il comune di Cascina: «Anche da voi lo fate, e siete di centrodestra», dice Lippi. «Ma noi non abbiamo il mare», gli risponde la Ceccardi.

Nelle file del centrosinistra, tra i segretari e i candidati locali, arriva un trafelato segretario della federazione Pd, l’avvocato Simone Rossi. «Ero a Firenze ma non potevo mancare». E c’è aria di famiglia: in prima fila siede composta ma partecipe la moglie di Lippi, Serena. Quasi in fondo alla sala c’è il fratello di Pazzaglia, Gianclaudio.

Entrambi i candidati parlano a braccio: una cartellina rossa con alcune note per Lippi, prende appunti a penna Pazzaglia. Poche repliche all’avversario, qualche insofferenza per la “tirannia” dei tempi imposti dai giornalisti (Lippi), qualche protesta per il rumoreggiare del pubblico (Pazzaglia). Ma nessun battibecco. Camicia bianca Lippi, con foulard amaranto; camicia azzurra Pazzaglia. I candidati parlano in piedi, rivolti al loro pubblico e all’ipotetico elettorato “altro” in grado di fargli vincere il ballottaggio. In prima fila c’è il candidato dei 5 Stelle Michele Ferretti, il più evocato. Sia Lippi che Pazzaglia hanno accettato la sua proposta di incontro. Ma Pazzaglia precisa di essere stato invitato da Ferretti mentre Lippi sottolinea di averlo cercato. «Vorrei incontrare ogni elettore che non mi ha votato», dice.

A metà incontro fa una fugace apparizione anche l’altra candidata, la civica Pamela Tovani. Nessuna indiscrezione sulle squadre di governo. Lippi conferma i tre nomi di assessori che aveva già fatto prima del 26 maggio, aggiungendo un’idea di rotazione. Pazzaglia risponde di non aver ancora deciso i nomi. Anzi, dopo il dibattito, scriverà un post su Facebook per smentire i nomi usciti sul gruppo Forza Cecina, che aveva ipotizzato una giunta Pazzaglia con i più votati del suo schieramento.

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