Toscana
Un centrosinistra forte che va oltre il Pd l’effetto Lega trascina il centrodestra
Successo delle quattro liste a sostegno di Lippi mentre Pazzaglia tenta il sorpasso sulla spinta del vento salviniano
Ancora un ballottaggio per eleggere il sindaco di Cecina. E come cinque anni fa, al secondo turno elettorale accedono il candidato del centrosinistra e quello del centrodestra. Per il sindaco uscente Samuele Lippi è un bis del 2014. Le analogie si fermano qui perché il voto di domenica scorsa ha raccontato una città politicamente diversa da quella di cinque anni fa.
Intanto il distacco tra i due contendenti: cinque anni fa, Samuele Lippi chiuse il primo turno con quasi 14 punti percentuali di vantaggio sull’avverario Paolo Barabino: 42,63% contro il 28,85%. Poi al ballottaggio prevalse Lippi per poco meno del 4% . Stavolta, invece, i punti percentuali di differenza tra il primo e il secondo più votati si sono ridotti al 10 e mezzo: il candidato del centrosinistra ha raggiunto il 48,57%, mentre per il centrodestra Federico Pazzaglia è arrivato al 38,1%. Questa forbice ridotta tra i due risultati dovrebbe teoricamente rendere più incerto l’esito del voto del 9 giugno anche se non va dimenticato che Lippi ha mancato l’elezione al primo turno per una manciata di voti: appena 200.
A proposito di voti, è curioso analizzare d dati delle varie liste in competizione alle comunali. Il Pd è il primo partito con 4.812 voti pari al 32,78% ma rispetto al 2014 lascia per strada circa 800 voti: erano infatti 5.656 pari al 38,29%. Questo calo va però ponderato con il voto delle altre quattro liste di centrosinistra che sostengono Lippi: Propositivi x Cecina, 16 Giovani Idee in Comune, Movimento Civico Cecinese e Centro Sinistra Noi riformisti hanno conquistato complessivamente il bel bottino di 2310 voti (15,74%) , mentre le due liste che appoggiavano Lippi nel 2014 ottennero in totale 860 voti. Dunque, i voti “persi” questa volta dal Pd sono stati ampiamente recuperati dalle altre liste di centrosinistra che hanno avuto davvero delle buone affermazioni.
Completamente mutato lo scenario sul versante del centrosinistra. Nel 2014 a trainare Barabino era stata Forza Italia che aveva conquistato 2.499 voti pari al 16,91%. Poi c’erano tre liste civiche che messe insieme avevano fatto registrare un lusinghiero 10,29% con 1.536. Il vento salviniano che soffia su buona parte d’Italia ha però sferzato anche Cecina ed ecco che dal nulla la Lega si ritrova con 3.672 voti (25,02) portati in dote a Pazzaglia. Forza Italia precipita al 6,92% (1016 voti) mentre Fratelli d’Italia si attesa al 3,84% e Cecina Marina Palazzi Insieme al 2,54%. Insomma, una coalizione a trazione leghista.
Il Movimento 5 Stelle, terza forza dello schieramento politico cecinese, resta fermo sulle posiziondi di cinque anni fa: domenica scorsa ha incassato il candidato Michele Ferretti ha incassato nel voto di lista 1503 preferenze (10,24%), più o meno lo stesso dato fatto registrare nel 2014 da Stefano Antonini (1494 voti, 10,11%). Insomma, sembra che a Cecina l’ascesa vertiginosa e l’improvvisa ricaduta di Di Maio e compagni non siano state avvertite. Per tutte le altre compagini politiche scese in campo per le comunali 2019 ci sono rimaste solo qualche centinaia di voti da spartirsi. Ora appuntamento al 9 giugno, in attesa di capire chi si asterrà e chi appoggerà chi . —
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