Gioco
A Cecina ballottaggio Lippi-Pazzaglia, il sindaco uscente avanti di 10 punti
Il risultato delle comunali registra un calo della Lega rispetto alle europee (25,2%) mentre recupera il Pd che va al 32,6
LIVORNO. È un voto sofferto sezione per sezione, fino all’ultimo scrutinio. I dati definitivi sul sito on-line del Comune arrivano alle 21. Nel quartier generale di Samuele Lippi, in via Marrucci, la tensione è alta fin dal primo pomeriggio: il sindaco uscente segue i dati sul maxischermo. Segna una rimonta insperata rispetto alle previsioni delle europee, dove il Pd cecinese si è fermato al 30,2%. Intorno alle prime sei sezioni il voto schizza oltre il 50 ma è presto per illudersi della vittoria secca. E infatti, poco dopo, l’andamento si stabilizza: la forbice tra il candidato del centrosinistra e lo sfidante del centrodestra oscilla tra il 10 e il 12%. Alla fine sarà ballottaggio: con Lippi al 48,57, 6 punti percentuali in più rispetto al 2014, e Pazzaglia al 38.
Lippi mastica amaro, per quei due punti che gli hanno fatto sfumare la vittoria. A pochi isolati di distanza, in piazza della Libertà, si brinda nella sede del candidato del centrodestra: Federico Pazzaglia è euforico. Alle comunali del 2014 Barabino aveva portato a casa al primo turno il 28,86. Pazzaglia 10 punti in più.
Effetto Lega? A Cecina alle Europee il Carroccio ha segnato una vittoria sonante: con il 34% è diventato il primo partito della città, lasciando indietro il Pd di 4 punti. Ma alle comunali la musica è diversa: la Lega scende al 25, perdendo 9 punti in percentuale. Fratelli d’Italia è al 3,8, Forza Italia al 6,8, un crollo verticale rispetto al 16,92 del 2014. Il risultato di Lippi vede un aumento di 2 punti del Partito democratico rispetto alle Europee. È al 32,73%. Più del 5% gli arriva dalla lista ProPositivi, quasi il 4 dal Movimento civico cecinese, il 4,6 da 16 Giovani idee in Comune.
Fin dalle prime sezioni scrutinate è chiaro che la contesa si polarizza in un duello a due: Lippi e Pazzaglia, centrosinistra e centrodestra. Al terzo posto si piazza il candidato dei 5 Stelle, Michele Ferretti, che mantiene i voti delle comunali del 2014, con qualcosa in più. 10,36%: un bel risultato per un neofita della politica.
Chi invece segna un disastroso arretramento è Pamela Tovani, Cecina civica, che rispetto al 2014 quando entrò in consiglio comunale per la prima volta con il 14,71 per cento si ferma al 2,24. Un meno 10 per cento che forse non le consentirà neppure di tornare in consiglio comunale. Fuori dai giochi l’outsider per eccellenza Fulvio Landi che non arriva all’1%.
Per Lorenzo Gasperini questo voto cecinese è una sorta di “avviso di sfratto” ad un sistema di potere rappresentato dall’amministrazione Lippi. «Guardate - ci dice il candidato leghista coordinatore del partito a Cecina - che qui ci trovevamo di fronte un sindaco uscente che, ricordo, aveva detto che avrebbe vinto al primo turno. Un sindaco che ha potuto amministrare un bilancio di 10 milioni organizzando una campagna elettorale con interventi mirati sul territorio». Quando parliamo con Gasperini lo scrutinio deve ancora chiudersi ma il dato è ormai tratto: Pazzaglia, centrodestra, è 10 lunghezze sotto in punti percentuali.
«Colmare questo gap? Noi ci crediamo - dice Gasperini - perché queste elezioni hanno detto che c’è un modello che è fallito. Non vi si sono riconosciuti i 5 Stelle, non vi si è riconosciuta la Tovani, Landi. Vedremo cosà farà l’elettorato. Ma noi pensiamo di farcela al ballottaggio del 9 giugno». E il risultato della Lega? Fortissima alle europee, un po’ meno alle comunali. «Il 25% preso dal partito, che si conferma in assoluto il primo partito del centrodestra, è un ottimo risultato perché lo ribadisco, qui avevamo di fronte un sindaco uscente che chiede la riconferma. Un sindaco che ha avuto 5 anni per intessere una serie di relazioni e rapporti di interesse (“lo dico in senso buono, premette). ora però dalle urne arriva un segnale chiaro. Basta».
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