Il Tirreno

I pescatori chiedono ormeggi dentro al porto: «Dobbiamo lavorare»

Anna Cecchini
I pescatori chiedono ormeggi dentro al porto: «Dobbiamo lavorare»

Rosignano, l'obiettivo è avere posti all'interno di Cala de' Medici: "Spetta al Comune cambiare la concessione"

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ROSIGNANO. A ridosso della stagione estiva tornano a chiedere di poter posizionare i loro pescherecci all’interno del porto Cala de’ Medici. Uno di loro, Simone Sardone, ha scritto anche al sindaco per chiedere ufficialmente «insieme al mio equipaggio, di poter svolgere il proprio mestiere di pescatore e di avere un regolare posto barca dove poter ormeggiare l’imbarcazione da pesca».

Poche righe che suonano come un appello accorato. Una battaglia, quella per ottenere ormeggi stabili all’interno del porto rosignanese, che Sardone porta avanti da due anni con Mirko Ulivieri, Marco Tarchi, Massimo Piccinetti. Tutti pescatori che due anni fa, non avendo saldato l’intero affitto per occupare gli ormeggi, hanno dovuto lasciare le loro postazioni lungo la diga di sopraflutto, all’imboccatura del porto, e che da allora trovano per le imbarcazioni soltanto sistemazioni temporanee, tra Vada, Cecina e Castiglioncello.

«Chiediamo una decisione definitiva - dice Ulivieri -, non è possibile che dentro un porto non ci siano quattro postazioni per noi pescatori. Noi lavoriamo con i nostri pescherecci, toglierci l’ormeggio vuol dire impedirci di portare avanti la nostra attività». Gli fa eco anche Tarchi, che spiega, «siamo stati anche in Regione, dove ormai mesi fa ci hanno assicurato che loro hanno fatto quel che era in loro potere e che adesso spetta al Comune cambiare la concessione. Continuare a tenerci fuori dal porto vuol dire impedirci di lavorare, e questo non è giusto». Così, prima della stagione estiva, arriva l’ennesimo Sos: «Anche con la nostra attività facciamo turismo».
 

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