Il Tirreno

LA POLEMICA 

Indagine epidemiologica schiaffi e schiaffoni fra Donati e Marabotti

A.R.

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ROSIGNANO. Si parla di salute pubblica, e arrivano le prime bordate fra candidati. Uno dei cavalli di battaglia di Claudio Marabotti, cardiologo dell’ospedale di Cecina che collabora col Cnr, è la questione dello stato di salute della popolazione in una città dove c’è una forte presenza industriale. Marabotti sostiene che serve uno studio epidemiologico. Parla di picchi di mortalità nel nostro comune per alcune malattie come i tumori della pleura, le malattie cardiovascolari ischemiche e l’Alzheimer. E ricorda una pubblicazione, da lui stesso fatta insieme a colleghi del Cnr di Pisa e del National Institute of Healt di Phoenix valida come studio epidemiologico. Ed è qui che si apre la diatriba. E non è certo in punta di fioretto che Daniele Donati, candidato a sindaco del centrosinistra, rompe il suo tradizionale aplomb e risponde a Marabotti. Dicendo, in sostanza, che quella di Marabotti non è un’indagine epidemiologica, ma “ecologica”. Cosa significa? Che lo studio non consente di “stabilire alcun legame tra problemi sanitari ed ambientali del nostro territorio». Donati sottolinea che a Marabotti hanno già risposto alcuni studiosi dell’Ispo in un articolo “in cui vengono contestate le modalità di elaborazione dei dati sanitari utilizzate in quello studio e i risultati, evidenziando la non attendibilità degli scostamenti riferiti rispetto alle medie regionali”. Donati affonda: «Il dottor Marabotti pochi mesi fa, ha proposto al Comune di Rosignano di approfondire il suo studio ecologico per una spesa di 40mila euro. Perché un #medico (non epidemiologo, peraltro) del servizio sanitario pubblico chiede a un altro ente pubblico risorse (fuori dalle normali procedure di affidamento di incarichi tramite gara) per fare una cosa su cui stanno già lavorando altri enti pubblici specializzati in materia come Ispo?». Poi invita Marabotti a “non giocare con la salute dei cittadini». E il cardiologo? Risponde al post e consiglia a Donati di non avventurarsi nelle materie mediche parlando di “superficialità” ed “insipienza” del suo intervento. Dice che lo studio “ecologico” è un tipo di studio epidemiologico, che l’Ispo ha mandato un commento (che è prassi) al quali lui e gli altri ricercatori hanno risposto “evidenziando l’inconsistenza di alcuni loro rilievi ed ottenendo addirittura da loro dei dati che rinforzano ancora di più i nostri dati, già di per sé solidissimi”. E chiude: «Dopo due anni dalla replica l’Ispo non ha controbattuto accettando quindi la totale validità dei nostri risultati, che escono saldamente rinforzati». —



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