La protesta
Bollino di qualità per contrastare lo sfruttamento nel turismo
Dopo gli articoli del Tirreno, con l’avvio della stagione la proposta della Cgil per combattere il lavoro non regolare
LIVORNO. Grigio e nero. Per togliere queste tonalità al lavoro, in un settore che sta crescendo a ritmi consistenti, bisogna raggiungere un bollino etico. La proposta arriva dalla Cgil dopo l’approfondimento fatto da Il Tirreno sulla questione delle irregolarità nel pagamento degli addetti in tutti i segmenti del settore turistico. Così che i consumatori avranno la sicurezza che in quell’esercizio i lavoratori non sono sfruttati, un po’ come è già avvenuto nel settore della moda (dove i grandi marchi erano finiti nell’occhio del ciclone per lo stesso motivo).
Tutto è partito, nei giorni scorsi, dalla vicenda dei bagnini e dal fatto che è difficile trovarli sulla nostra costa. La risposta della Cgil era stata che «a mancare sono gli schiavi» perché «vengono pagati poco oppure non per tutte le ore lavorate». Certamente non tutte le aziende violano i diritti del personale impiegato ma come spiega Monica Cavallini, vice-segretaria generale della Cgil di Livorno , «qui alla Filcams (che si occupa di commercio ndr) abbiamo tutti i giorni la fila per chiedere informazioni sulle violazioni del contratto».
«Purtroppo siamo preoccupati - aggiunge Cavallini - perché è un comparto trainante a cui però non corrisponde buona occupazione». La vice- segretaria entra nel dettaglio: «Siamo di fronte a lavoratori che non vengono pagati secondo il contratto collettivo ma con contratti pirata o definiti gialli che non rispettano i parametri della paga orararia, né quello delle ferie o della malattia. In pratica, per esempio, negli alberghi ci si ritrova con gli addetti al ristorante che ricevono un trattamento economico mentre per la pulizia delle camere il servizio viene dato all’esterno e le cameriere ricevono un trattamento peggiore. E i proprietari non si preoccupano di sapere come vengono trattati questi lavoratori».
Da qui le proposte su cui sta lavorando la Cgil: «Un bollino etico sarebbe importante - va avanti - perché è una forma di responsabilizzazione sia per gli imprenditori che per i consumatori che devono essere informati e coscienti di dove si siedono, mangiano o acquistano servizi». Altro aspetto importante il rapporto con le associazioni di categoria. «Non dobbiamo essere contrapposti su questo fronte - spiega ancora Cavallini - vogliamo poter arrivare a firmare un documento da sottoporre alle istituzioni per un turismo di qualità in modo da garantire certi parametri».
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