Il Tirreno

Colori e forme per la nuova vita del sottopasso

Uno dei murales realizzati sulle pareti dell'anfiteatro all'uscita del sottopasso
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Uno dei murales realizzati sulle pareti dell'anfiteatro all'uscita del sottopasso

Rosignano. Quindici street artist della zona hanno dipinto l’anfiteatro che si affaccia a fianco del centro culturale Le Creste

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ROSIGNANO. «Ora tutti sentiranno il sottopasso un po’ come cosa loro e speriamo che nessuno lo imbratti più». È di poche parole Exit Enter, uno dei quindici street artist che si sono impegnati a decorare l’anfiteatro che si apre all’uscita del sottopasso di collegamento fra la via Aurelia e via della Costituzione, a lato del centro Le Creste.. Un progetto, quello di riqualificare l’area, realizzato dai giovani artisti insieme al Comune, che li ha supportati nell’organizzazione di una dieci giorni tra pennelli, disegni e bombolette spray.

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«Lì a fianco nascerà la Music box - dice l’assessore Veronica Moretti - Quindi abbiamo avviato un percorso per dare una voce e uno spazio ai ragazzi, ai giovani artisti. Da settembre dello scorso anno abbiamo lavorato con alcuni di loro. Per completare i murale sono stati nell’anfiteatro una decina di giorni, è stato un nodo per far sì che questi ragazzi si riapproprino della loro città. È un primo passo, ma importante».

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Un percorso che i giovani artisti, alcuni dei quali già noti, hanno vissuto come una grande occasione per migliorare la città in cui vivono e far conoscere la loro attività ai residenti.«L’aspetto fondamentale - spiega Enrico Bagnoli, un altro street artist che con Giulio Zeloni e Mattia Sarti si occupa anche di decorazioni - è stato avere uno scopo per riunirsi e lavorare tutti insieme. È stata anche una occasione per confrontarci». Anche Iacopo Fabiani spiega che «è stato bello poter lavorare all’aperto, con i ragazzi di Rosignano che si fermavano a guardare incuriositi».

Insomma una jam session di artisti, che per dieci giorni si sono alternati per dare nuova vita al sottopasso. Tra colori sgargianti e forme fantasiose, nel nome dell’arte. «Quel luogo adesso è riqualificato - dicono -, e questa è una cosa positiva per tutti i cittadini, che hanno avuto modo, vedendoci lavorare, di capire che non siamo vandali ma vogliamo invece creare qualcosa in più per tutta la comunità». Quel che ha fatto gioire la comunità degli street artist al lavoro nell’anfiteatro del sottopasso è stato che anche qualche passante, incuriosito, ha chiesto di poter partecipare alla jam di pittura. «Abbiamo dato spazio a tutti - termina Bagnoli - ed è stato bellissimo vedere questa collaborazione». —

A.C.
 

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