Lutto
«Bagnini al nero? Se la Cgil conosce casi di sfruttamento faccia denuncia»
Confcommercio sconcertata dalle dichiarazioni del sindacato «Imprese di salvamento in regola, e vengono controllate»
CECINA. «Una uscita infelice quella della Fraddanni. Se fossi in un altro stato forse passerei alle vie legali».
È sconcertata Catia Giannoni, presidente della delegazione cecinese di Confcommercio, dopo che la rappresentante della Filcams Cgil è intervenuta sul caso della carenza di bagnini, che è stato affrontato dal Tirreno.
Fraddanni, in modo provocatorio, aveva detto che «più che gli assistenti ai bagnanti mancano gli schiavi», spiegando che i bagnini che vengono fatti lavorare con contratti regolari sono sempre meno.
Giannoni non ci sta. E anzi risponde che la situazione è ben diversa da quella che descrive la sindacalista. «La maggior parte delle imprese balneari è in regola - spiega Giannoni - e subisce i legittimi controlli da Inps Inail. Il turn-over è così alto perché il lavoro è fisicamente molto impegnativo, bisogna averne la stoffa e la passione, oltre che la prestanza e le effettive capacità».
Insomma, Confcommercio non solo non condivide le affermazioni della rappresentante della Cgil, ma le considera assurde. «Le polemiche di questi giorni sono ridicole - prosegue Giannoni - A Cecina e su tutta la costa il turismo richiede periodi e ritmi lavorativi diversi da quelli non stagionali. E se qualunque tipo di lavoro richiede dedizione e talento, a maggior ragione c'è bisogno di consapevolezza di cosa richieda il comparto balneare. Consapevolezza, serietà, rispetto che devono essere usati dagli aspiranti bagnini come anche da qualsiasi datore di lavoro».
Infine, la rappresentante di Confcommercio lancia una sorta di sfida al sindacato. «Se la Cgil conosce situazione di irregolarità - spiega - faccia le dovute denunce alle autorità preposte. Faccio presente che le nostre imprese hanno sottoscritto un Contratto Collettivo che è stato firmato anche dalla Cgil».
Anche Alberto Nencetti, delegato Sib Confcommercio per la zona di Cecina, considera molto gravi le accuse della Cgil. «Ma soprattutto - afferma - sono illazioni di chi non ha idea di come funzioni il comparto balneare». Nencetti assicura «non mi risulta che tra i nostri associati di verifichino situazioni come quelle descritte dalla Fraddani. Vero è piuttosto che un diciottenne non può pensare di avere la completa responsabilità dei natanti dopo un semplice corso che ha avuto luogo in piscina, e tantomeno alla prima stagione».
E termina dicendo che «per la vigilanza al mare (assistita da bagnini più esperti) prendono la paga sindacale, hanno gli straordinari pagati, stanno in torretta con tanto di pausa pranzo e turnazione, e non hanno certo incarichi di pulizia o altro. Invito la signora Fraddani al mio stabilimento per verificare lo status e il modus col quale trattiamo i bagnini». —
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