La protesta
Porto, va finito ma... Lippi diserta l’iniziativa
CECINA. Si è parlato di porto, ma anche di assenze. Come quella del sindaco uscente, e ricandidato, Samuele Lippi. Che non ha partecipato al dibattito di ieri al bocciodromo. C’erano invece Michele Ferretti (M5S), Riccardo Pazzaglia (centrodestra), Pamela Tovani (liste civiche). Mancava anche Fulvio Landi, influenzato. Lippi aveva annunciato il forfait in un post: «Sono stato invitato a un confronto sul futuro del porto ma non ci sarò. Non sta all'amministrazione Comunale, ente pubblico, dare garanzie e intervenire su una specifica trattativa tra privati. Quello che è il nostro compito è sorvegliare sul rispetto della convenzione che prevede che vengano fatte importanti opere di messa in sicurezza del territorio, argini e ponte. E questa è sempre stata la nostra priorità, come del resto dovrebbe essere di chiunque si candidi a governare Cecina, se non lo fosse sarebbe grave». Ma la sua assenza ha scatenato nuove polemiche. Soprattutto Pazzaglia è stato il più duro ad attaccarlo. Quanto al dibattito, moderato da Renzo Cioni ha visto i 3 candidati concordi nel ritenere che il porto va finito. Pazzaglia ha in sostanza detto che non è importanto chi compra ma piuttosto che chi investe sappia creare posti di lavoro, impegnandosi a chiedere alla proprietà di investire in professionalità locali. Tovani ch chiesto che venga definita una “governance del porto” ma anche il modello di porto che vogliamo connesso col territorio, sollecitando un’analisi socio economica per calibrare meglio gli interventi. Ferretti ha posto l’accento sulla questione ambientale facendo notare come i pennelli abbiano spostato il problema a sud e come oggi sia fondamentale risolvere il problema del tombolo meridionale. Magari accedendo alle risorse ministeriali e ipotizzando una sorta di “pennello orizzontale” antierosione. —
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