Sicurezza
Plastica nelle reti dei pescatori, arriva il contenitore
Il porto pronto a mettere un cassonetto per smaltire i rifiuti
CECINA. «Non credo ci sia alcun problema a sistemare un contenitore dove i pescatori possano buttare i rifiuti di plastica che raccolgono in mare. Sono assolutamente favorevole a queste iniziative». Giuliano Matteoli, presidente del Porto di Cecina, risponde positivamente alla richiesta di Massimo Piccinetti, il pescatore-spazzino che ha la sua imbarcazione ormeggiata lungo il molo centrale della struttura. E che ha spiegato a Il Tirreno come quasi ogni volta che esce per una battuta di pesca, nelle sue reti a strascico restano impigliati vari chilogrammi di rifiuti, soprattutto di plastica.
«Sono anni - dice il pescatore - che pratico la pesca a strascico e vedo aumentare la quantità di detriti nelle reti». Piccinetti esce a bordo del peschereccio Koala con il figlio Francesco e il loro dipendente Diop. «Noi peschiamo la paranza - dice ancora Piccinetti -, quindi usiamo le reti a strascico. Quando le tiriamo in barca le troviamo piene di bottiglie di plastica, pezzi di tettoie e soprattutto tantissime buste, ma anche gomme, residui di edilizia e tronchi di albero». E se rami e tronchi non preoccupano il pescatore-spazzino, gli altri detriti gli fanno ogni giorno toccare con mano quanto il mare davanti alla Costa Etrusca sia infestato dai rifiuti.
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Ma quali quantità di rifiuti l’equipaggio del Koala porta a riva ogni giorno? «Dipende da dove andiamo a pescare - dice il pescatore - e anche dalle correnti. Qualche giorno prendiamo sei o sette chili di roba, come alcuni giorni fa quando abbiamo trovato un canotto intero, mentre altre volte quasi niente. Credo che dipenda anche dalle correnti marine e dalla distanza dalla costa. Lo sporco maggiore lo troviamo sui cinquanta metri di fondo, a tre o quattro miglia dalla costa. Se si va più fuori la situazione migliora». Da qui l’idea di dare il suo contributo per liberare la distesa marina dalla plastica. Come? Evitando di ributtare in mare i detriti che restano impigliati tra gamberi e triglie.
«La vedo una cosa giusta - termina Piccinetti - Quando apriamo le reti sulla barca, ammucchiamo bottiglie e buste di plastica da una parte e poi le portiamo a riva». Ecco perché il pescatore ha chiesto che sul molo centrale del porto venga sistemato un contenitore dove lui, altri pescatori o diportisti rispettosi dell’ambiente, possano gettare i rifiuti che trovano al largo.
Il presidente del Porto di Cecina spiega che all’interno della struttura è stata attivata da tre anni la raccolta differenziata. «All’ingresso del porto - sottolinea Matteoli - c’è una apposita area chiusa con cassonetti colorati a seconda del tipo di rifiuti. Non penso sia un problema sistemare uno o due contenitori lungo il molo, nella zona dove si trovano i pescatori. Loro possono gettare la plastica all’interno e, come facciamo con gli altri cestini e cassonetti, potremmo occuparci del ritiro». —
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