Gioco
Gli ambulanti del mercato: «La crisi morde, qui un po’ meno»
Cecina. I bancarellai provano a resistere abbassando i prezzi e a volte la qualità: «Siamo l’ultima generazione a fare questo lavoro»
CECINA. «C’è crisi, eccome se c’è crisi. E credo che la nostra sarà l’ultima generazione al lavoro dietro ai banchi, visto che i mercati in piazza stanno scomparendo. Faremo fatica ad arrivare alla pensione, ma per ora almeno a Cecina si resiste. I clienti ci sono, c’è una storia da salvaguardare».
È qui da 20 anni Raffaella Santi, che vende oggettistica varia e accessori per la bellezza insieme al marito. «Ci salva l’estate – dice – perché anno dopo anno, d’inverno, si guadagna sempre meno. Noi francamente facciamo fatica. I problemi? Come mercato Cecina va bene, ci sono parecchi acquirenti. Resistiamo nonostante i centri commerciali sempre aperti e Amazon. Cerchiamo di difenderci: alcuni bancarellai vendono a prezzi stracciati, cercano di sopravvivere».
L’alimentare – secondo lei – va un po’ meglio. «Perché più o meno mangiare si mangia», dice. Maria Rosa Lucarini guida l’azienda agricola Angela di Fauglia. Mentre sta riordinando il bancone uno scoiattolo scende dall’albero e si infila in una strada. Lei lo vede, prova a fare una foto. Poi torna a servire i clienti. «Sono qui da 30 anni – afferma – e non me ne vado. Rispetto al mercato di Rosignano, ad esempio, qui si fanno più affari. Lì ci sono stata solo tre volte, poi me ne sono andata per sempre. Prima posti come questo rappresentavano la riunione di un paese intero, con gli anziani che ti raccontavano i problemi della vita e venivano per fare compere. Ora non è più così, i tempi sono cambiati».
La pensa in modo simile Mirco Sbrolli, che vende tappetti e articoli di arredamento per la casa. «Nonostante la crisi – spiega – qui teniamo botta. Certo il mercato di Cecina è molto grande e dispersivo, quindi c’è molta concorrenza. Però ci sono anche parecchie persone che il martedì vengono ad acquistare. Non c’è più la clientela d’élite di un tempo, perché chi viene vuole prodotti a basso costo. Quindi la qualità è fisiologico che ne risenta: noi in un modo o nell’altro dobbiamo adattarci al sistema che si è venuto a creare».
È in fiume di persone in Corso Matteotti, ma anche nelle vie limitrofe. Ci sono 269 posteggi – secondo le cifre diffuse dal Comune – in centro: 202 per il settore non alimentare, 38 per quello alimentare, quattro dedicati ai portatori di handicap e 25 per gli operatori agricoli, come ad esempio Maria Rosa Lucarini, che arriva da Fauglia. Dalla provincia di Pisa arrivano anche parecchi clienti. Anche da Volterra. «Questo è il secondo mercato più importante della Toscana, il primo credo sia a Firenze – commenta Attilio Camposano, rappresentante Fiba Confcommercio per la provincia di Livorno – dato che c’è un ottimo assortimento e un grande equilibrio fra noi ambulanti e i negozi di vicinato. Le persone, il martedì, oltre a comprare da noi, ne approfittano per fare tutte le commissioni, come andare in banca o dal medico. Siamo un punto di riferimento della zona. Un’eccellenza da salvaguardare». —
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