Il Tirreno

Profughi, Oxfam cambia e punta su bar e ristoranti

Silvia Trovat
Profughi, Oxfam cambia e punta su bar e ristoranti

L’associazione non ha partecipato ai bandi modificati dal ministro Salvini:  «L’integrazione passa da corsi di cucina e di cucito, con lo sport e il teatro»  

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Il percorso per l'integrazione passa dal coinvolgimento di tutta la comunità di un territorio. Questa è la vocazione con cui Oxfam Italia cerca di tradurre il proprio operato a Cecina, dopo la chiusura del Cas, per lavorare nei progetti di accoglienza con giovani richiedenti asilo. Le attività culturali, ricreative e professionali che uniscono i ragazzi ospiti al territorio, hanno l'obiettivo primario dell'accompagnamento verso l'autonomia.

Come numerose altre associazioni anche Oxfam non ha partecipato ai nuovi bandi per l'accoglienza modificati dalla legge Salvini, considerando insufficiente e iniqua la nuova tipologia di servizi permessi, con ridimensionamento o annullamento dei servizi di mediazione culturale e assistenza. Il modello che si porta avanti sul territorio cerca di andare esattamente nella direzione opposta creando collegamento e collaborazione sui piccoli numeri promuovendo l'incontro e lo scambio di culture e saperi. Dai corsi di cucina in collaborazione con pizzerie e ristoranti del territorio di Cecina, ai tandem linguistici con cui si pratica conversazione in inglese e francese, ai corsi di cucito, a quelli di guida di mezzi speciali, fino al teatro e allo sport, è estremamente variegato il mondo di esperienze toccate sul territorio per promuovere un diverso tipo di accoglienza diffusa. Il modello Siproimi, Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e minori non accompagnati, arriverà ad ospitare 22 ragazzi dai 16 ai 21 anni sul territorio, mentre dodici ragazzi sono ospitati negli appartamenti per l'autonomia. «Con la nostra esperienza diretta possiamo raccontare che gli effetti dei progetti di accoglienza che puntino sulle attività di incontro fanno la differenza nell'intero processo di accompagnamento di questi ragazzi» spiega Mattia Davini, operatore Oxfam. Sono numerose le realtà professionali, associative e culturali che hanno creato una fitta rete di scambio e relazioni con i giovani richiedenti asilo, organizzando cene etniche in alcuni ristoranti locali, scambi linguistici in italiano, inglese e francese, sperimentazioni teatrali e partecipazioni sportive, in particolare nel mondo del calcio e dell'atletica.

Altro aspetto rilevante è quello delle attività spontanee di volontariato nate a partire da queste collaborazioni, dal mondo della Croce Rossa, a quello di Anpas «Molti dei nostri ragazzi a partire da questi progetti che hanno favorito l'incontro e l'accompagnamento verso l'autonomia hanno attivato un percorso di conoscenza professionale e umana. Molti hanno trovato lavoro, altri hanno attivato percorsi di volontariato e di servizio civile», spiega Davini di Oxfam. Le attività mirano alla promozione di una cultura dell'accoglienza diversa, basata sull'incrocio di esperienze e umanità, collegando il mondo dell'associazionismo territoriale in tutte le sue sfaccettature. Tra le attività ancora aperte per l'estate, continua il tandem linguistico che si tiene a Cecina presso il Bar Esedra, e il laboratorio teatrale Dogs, che ha unito i ragazzi del progetto Oxfam a numerosi studenti del liceo Fermi. —

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