Il Tirreno

IL CASO 

«Pochi bagnini? I nostri giovani non vogliono faticare»

Leondina Marulli
«Pochi bagnini? I nostri giovani non vogliono faticare»

La denuncia dei presidenti  delle cooperative   Fabrizio Bibbiani (di Bibbona)  e Francesco Marconi  (coop cecinese Acquablu)

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. I bagnini? Introvabili, secondo molti gestori di stabilimenti balneari ma anche di cooperative. Come ha raccontato ieri Il Tirreno, sulla costa ne mancano almeno venti per cominciare la stagione. Un mestiere che non tira più. È finita l’epoca che aveva alimentato il loro mito. Pochi mesi fa hanno perso pure la storica canottiera, (l’Asl ora impone la polo per l’aumento di tumori della pelle).

Il loro lavoro non tira più, dunque. Con l’avvio della stagione tra un mese, sulla costa che va da Rosignano, Cecina e fino a Bibbona, mancano bagnini, di cui 4 a Bibbona. «Negli anni scorsi avevamo la fila, facevamo i colloqui per selezionare i bagnini, ora non siamo ancora riusciti a chiudere la squadra - ammette Fabrizio Bibbiani, gestore della cooperativa bibbonese nel confermare una difficoltà a reperire personale estivo –: ne mancano 4 su 8. I ragazzi li chiami ma hanno esigenze diverse, vogliono anche andare in vacanza, fare meno ore mentre quelli più esperti tendono a non fare più la stagione perché hanno la famiglia e cercano una stabilità. La nostra paga è di 1300 euro per bagnini con più esperienza mentre scende a 1100 per quelli privi di esperienza, tutti assicurati. Il problema sono diventati i contratti sportivi, che non prevedono l’assicurazione e, dunque, chi si avvale di questa tipologia contrattuali, può permettersi di dare qualcosa di più».

Stagione sempre più corta e condizioni economiche non sempre rispondenti alle responsabilità che l’attività di bagnino comportano alla base della difficoltà di reperire figure professionali per la stagione, «una problematica che si riscontra da almeno due anni e sempre più forte. Siamo da poco riusciti a chiudere la squadra, composta di 28/30 persone – conferma Francesco Marconi, presidente della cooperativa cecinese Acquablu – però facciamo fatica e credo che il motivo consista, da una parte, dal costo del brevetto, aumentato negli ultimi 10 anni, passando da 250 a 500 euro, dall’altra quella del bagnino è una figura un po’ abusata. Turni lunghi e una paga bassa e spesso si ritrovano a fare attività non previste. Le cooperative sono nate per garantire questa professione e noi assumiamo con il contratto del turismo di quinto livello, con una paga di 1300 per i bagnini esperti, che scende un po’ per gli apprendisti». —

Leondina Marulli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web