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Bcc Castagneto chiude con 2 milioni di utile e punta ad espandersi

Approvato il bilancio: i costi del nuovo sistema informativo La banca in crescita vuole aprire una filiale a Lucca

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CASTAGNETO. Un utile di quasi 2 milioni di euro nonostante investimenti e accantonamenti sostenuti nell’anno. Si chiude col segno più il bilancio della Banca di Credito Cooperativo di Castagneto. I risultati sono stati presentati dal presidente Andrea Ciulli e dal direttore generale Fabrizio Mannari, con la presenza di tutto il consiglio direttivo e del collegio sindacale. Si è confermato un percorso di crescita dell’istituto con un utile pari a 1.903.702 euro, nonostante che il 2018 sia stato un anno di grande carico di lavoro, di investimenti e di accantonamenti; nel corso dell’anno sono state affrontate attività di impatto, come il cambio del sistema informativo – che ha generato costi straordinari e sforzi per tutta la struttura - e l’entrata in partecipazione nel gruppo Cassa Centrale Banca di Trento. Proprio su quest’ultimo argomento si è concentrata una buona parte degli interventi. Per molti la partecipazione al gruppo “rappresenta da una parte un ulteriore consolidamento della banca portandola all’interno di un gruppo che la colloca all’ottavo posto tra le banche italiane con un patrimonio di 7 miliardi, ed allo stesso tempo un’opportunità di crescita ed espansione della rete territoriale in Toscana”. Segnale importante la recente apertura della 23esima filiale a Portoferraio che rappresenta un ulteriore tassello nella copertura ormai totale della provincia di Livorno, ma già si prospetta un piano che porterà la banca ad aprire una nuova filiale a Lucca.

La partecipazione al Gruppo Bancario porta la banca di Credito Cooperativo sotto la vigilanza della Banca Centrale Europea, che - dicono dall’istituto - “significa una minore tolleranza nella gestione del credito con meccanismi automatici di classificazione della clientela e conseguenti accantonamenti; tuttavia l’impegno della Banca è quello di mettersi a disposizione delle imprese per trovare insieme le soluzioni più efficaci per il mantenimento delle linee di fido accordate ed il finanziamento dei nuovi progetti, inserendo servizi di consulenza e fornendo indicazioni sulle strategie da adottare per migliorare il rating bancario.

«La riforma del credito cooperativo ha imposto delle scelte strategiche che comportano il passaggio del coordinamento ad una capogruppo. In un primo tempo eravamo contrariati per questo – dichiara il presidente della Banca Andrea Ciulli - ma allo stesso tempo sapevamo che per competere sul mercato dovevamo consolidarci. Da qui la scelta di aderire al Gruppo Cassa Centrale Banca nella quale siamo stati accolti ed apprezzati sia per la solidità del nostro istituto che per le forti competenze e professionalità espresse da tutto il nostro personale».”

«Siamo molto contenti del risultato ottenuto – continua il direttore Generale Fabrizio Mannari – nonostante i robusti interventi sul bilancio relativi ai crediti deteriorati ed ai costi straordinari del passaggio del sistema informativo abbiamo ottenuto un utile significativo». —

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