Lutto
Mito e posto infranto nessuno vuol fare il bagnino sulla costa i 3 mesi non attirano
Preoccupati gli operatori del settore: «Siamo costretti a mettere sulla battigia anche quelli alle prime armi»
. Sui loro torsi tanto si è immaginato. Con la pelle ambrata, la chioma presa dal sale e i muscoli consistenti, erano considerati figure virili e rassicuranti sia dall’universo femminile che maschile . Tanto poi da divenire simboli su cui si sono esercitati a lungo attori e registi. Poi, come è crollata l’epoca che aveva alimentato il loro mito, così è entrato in crisi anche il loro mestiere più concreto, quello dei bagnini. Pochi mesi fa hanno perso pure la storica canottiera, (l’Asl ora impone la polo per l’aumento di tumori della pelle).
Il loro lavoro non tira più: con l’avvio della stagione tra un mese, sulla costa che va da Rosignano, Cecina e fino a Bibbona, mancano bagnini. Quanti? È difficile dirlo ora perché sono in corso le gare dei Comuni di Cecina e di Rosignano. Ma alla fine potrebbero essere venti le figure che non si trovano.
Di sicuro, al momento, ne mancano 4 a Bibbona dove il Comune ha già affidato la gestione delle 4 torrette a una ditta esterna.
A Cecina l’amministrazione comunale ha fatto un bando, ancora in corso, per affidare le 4 torrette di loro competenza, nei tratti di spiaggia libera (alle estremità di Cecina mare). Mentre, invece, altre 11 torrette, nel tratto urbano del litorale cecinese, sono state coperte con il piano collettivo di salvamento che viene gestito dagli stabilimenti balneari in collaborazione delle associazioni di categoria e che quest’anno è stato affidato alla cooperativa Acqua. «In questo caso - spiega Gabriele Bilanceri, responsabile della Confcommercio di Cecina - i bagnini si sono uniti in una cooperativa e sono stati assunti circa 18 figure da questa realtà».
Ancora in corso anche il bando del Comune di Rosignano dove devono essere coperte 6 torrette. Anno scorso fu una società di Catania a vincere il bando.
Più ci sono gli stabilimenti balneari privati che sono alle prese con la ricerca degli assistenti dei bagnanti (secondo una espressione più moderna).
Un quadro d’emergenza per chi lavora nel settore. «L’incarico parte dal 15 giugno e finisce il 15 settembre - spiega Andrea Cecconi, capobagnino a Bibbona e storico istruttore - tre mesi di incarico attrae poche persone. Prima la stagione durava sei mesi e poi c’era la possibilità di prendere l’indennità di disoccupazione per altri sei mesi. Anche quest’anno ho rilasciato 60 brevetti ma alla fine sono solo alcuni studenti che si fanno avanti per lavorare. E poi doppèo una stagione lasciano».
La postazione con l’operatore deve essere coperta (non da un solo operatore) dalle 9 alle 19. Lo stipendio medio è di circa 1.200 euro circa. Quindi in una stagione un giovane può prendere 3.600 euro o di più perché in molti casi, proprio per la carenza di figure , gli vengono pagati gli straordinari».
«Il problema - va avanti Cecconi - è che poi non vorremmo mettere ragazzi alle prime armi sulla battigia. L’ideale sarebbe poter selezionare il personale. Ma questo è impossibile». —
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