Gioco
«Mi trovo con le madri a controllare i figli mentre sono in torretta»
CECINA. «Sono 32 anni che insegno ai ragazzi ma ora non mi diverto più». Le parole di Andrea Cecconi, formatore di bagnini della Fin (Federazione italiana nuoto), richiedono una spiegazione.
«Sì - ribadisce in maniera decisa - ha capito bene (rivolgendosi alla giornalista ndr), non mi diverto più perché questi ragazzi non hanno la possibilità di crescere». Parole importanti, e anche pesanti, che però Cecconi può permettersi perché nella sua lunga carriera di istruttore ha rilasciato ben 1700 brevetti in questo settore.
«Quando decidono di fare il corso per il brevetto li contatto per mail o per whatsapp. E poi, anche dopo decine di messaggi scambiati, scopro che sono stato in contatto con i loro genitori».
Ancora peggio: «A volte mi sono ritrovato con le madri sotto la torretta a controllare i loro figli - va avanti con tono appassionato e al tempo stesso rammaricato Andrea Cecconi - purtroppo queste persone non si rendono conto che poi i loro figli sono chiamati in pochi secondi a decidere come portare avanti il soccorso, perché c’è una persona che è in difficoltà, e sono soli».
« Sono loro - dice ancora -che hanno la maglietta con scritto salvataggio e sono loro che devono decidere cosa fare». «Se vengono ingaggiati come assistenti dei bagnanti - va avanti - hanno un brevetto professionale. E una mamma si deve rendere conto che suo figlio, e non lei, sarà chiamato a tentare di salvare una persona in mare aperto e magari con il vento di libeccio».
Ed è per questo, magari, che poi dopo un’estate lasciano: perchè, in fondo, sono poco convinti di prendere il brevetto, perché le famiglie scelgono per loro. E alla fine non hanno voglia di continuare ad andare avanti . —
L.A.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
