Gioco
In 3 anni ha nascosto 100mila euro al fisco, nei guai noto studio odontoiatrico
Cecina, sulle ricevute veniva dichiarata la metà dei reali incassi pagati dai clienti: evasi oltre 40mila euro di Irpef e Irap
CECINA. Per un’otturazione chiedevano 100 euro, ma sulla fattura ne figuravano la metà. E lo stesso metodo veniva usato per le altre prestazioni fornite nel loro studio odontoiatrico, nel centro di Cecina, ben noto in città: canalizzazioni, impianti, apparecchi. La beffa ai danni del fisco è stata smascherata dai militari della guardia di finanza di Cecina, guidati dal capitano Roberta Schiavulli. Secondo le fiamme gialle durava da almeno tre anni.
Nei guai due odontoiatri molto conosciuti a Cecina, Costantino e Sara Signorini, titolari di uno studio in centro. Dal 2016 al 2018 avrebbero nascosto al fisco 100mila euro di redditi percepiti, per oltre 40mila euro di tasse evase, tra Irpef e Irap.
GLI ACCERTAMENTI
I controlli sono scattati una mattina di febbraio. I finanzieri si sono presentati nello studio dentistico e hanno acquisito una ricca documentazione ufficiale ma anche materiale extracontabile. L’analisi della documentazione ha permesso poi di calcolare il reale reddito dei due professionisti, che era ben diverso da quello dichiarato all’Agenzia delle Entrate, esattamente la metà secondo i militari.
NIENTE PREVENTIVI
Il lavoro degli investigatori non è stato semplice, poiché tutte le schede dei clienti erano prive dei preventivi di spesa. Figurava soltanto, a fianco della lista dei lavori odontoiatrici eseguiti, l’incasso fatturato.
Attraverso però altra documentazione che è stata sequestrata in ufficio le fiamme gialle hanno potuto calcolare l’esatto importo richiesto ai clienti e incassato dallo studio Signorini. E sulla base di quello hanno calcolato l’evasione presunta.
DICHIARATO IL 50%
Dal 2016 al 2018, Costantino e Sara Signorini avevano dichiarato un reddito medio Irpef di 33mila euro.
La ricostruzione da parte della guardia di finanza dei reali guadagni ha portato invece a riscontrare che si trattava della metà del reddito reale, che è stato calcolato in 66mila euro l’anno. Le tasse non pagate ammontano a circa 40mila euro. Ora il fascicolo è passato nelle mani dell’Agenzia delle Entrate. Oltre alle tasse evase, i Signorini dovranno pagare anche una multa salata.
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